(ASCA) - Roma, 3 nov - ''Non condivido la decisione della Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo contro la presenza del crocifisso in classe. Quella presenza fa parte della nostra storia e della nostra cultura. Non contrasta con la liberta' di religione o di educazione''. Cosi' il vicepresidente del Senato Vannino Chiti (Pd). ''Per i cristiani e' un simbolo di fede, della vicinanza di Dio all'umanita' fino ad assumerne fisicita', sofferenza, dolore e morte prima di riscattarne futuro e speranza con la resurrezione. Per tutti indistintamente e' segno di innocenza,mitezza, sacrificio di se' per gli altri. Quella croce per nessuno e' ragione di oppressione, costrizione o intolleranza. Per tutti -sottolinea Chiti- e' motivo di solidarieta' e amore. Su questi aspetti non possono discendere decisioni dall'alto. Mi auguro che nessuno in questi giorni rimuova il crocifisso dalle aule per metterlo nelle cantine. Non sarebbe certo la nostra liberta' a fare un passo avanti''.



