(ASCA) - Citta' del Vaticano, 3 nov - Simboli religiosi come il crocifisso rappresentano per i diversi popoli, anche d'Europa, un valore ''culturale ed educativo che e' irresponsbile voler cancellare''. Questo il commento alla sentenza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo del vescovo di Terni e presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della Cei, mons. Vincenzo Paglia. Intervistato dalla Radio Vaticana sul pronunciamento a livello europeo, il porporato ha sostenuto che questo parte ''da un presupposto di una debolezza, umanistica oltre che religiosa, del tutto evidente anche perche' la laicita' - ha sottolineato - non e' l'assenza di simboli religiosi ma, anzi, e' la capacita' di accoglierli e sostenerli di fronte al vuoto etico e morale che spesso vediamo''. Un vuoto che, ha poi aggiunto mons. Paglia, e' riscontrabile ''anche nei nostri ragazzi. Pensare di venire in loro aiuto facendo 'tabula rasa' di tutto, mi pare davvero miope anche perche' presuppone una concezione di cultura che e' libera solo nella misura in cui non ha nulla''. Una cultura che, cosi' impostata, ha solo la finalita', ha proseguito mons. Paglia, ''di sradicare ogni storia, tradizione o patrimonio perche' resti non si sa che cosa''. Il vescovo, per quanto riguarda lo specifico caso italiano, ha poi sottolineato che ''le nostre strade o le piazze sono stracolme di crocifissi e non credo che ci sia nessuno che pretenda di distruggere i simboli religiosi nelle piazze, nelle strade, nei crocicchi perche' levano la liberta' di religione''. Il vescovo di Terni ha, infine, ricordato che la croce ''mostra l'umiliazione, a cui tanti giusti e tanti poveri ancora oggi vengono sottoposti, e' un ricordo di che cosa accade all'uomo quando la giustizia non viene rispettata. Emerge un valore di gratutia' di cui tutti abbiamo bisogno a qualunque fede apparteniamo. E' in questo senso - ha concluso - che c'e' una dimensione ed anche un peso culturale ed educativo che e' davvero irresponsbile voler cancellare''.



