(ASCA) - Roma, 3 nov - Guglielmo Stendardo, uno dei ''dissidenti'' della Lazio, fa marcia in dietro e chiede scusa a club, tifosi e compagni di squadra. In una nota, il difensore ricorda quello che e' accaduto: ''Nell'estate del 2008, non essendomi allenato ad Auronzo di Cadore con l'allora allenatore in prima Delio Rossi, ma essendomi allenato regolarmente a Formello con l'allenatore in seconda della prima squadra, mi sono rivolto al Collegio Arbitrale della Lega Calcio, chiedendo la condanna della Lazio al pagamento della penale. Sono poi andato a giocare in prestito a Lecce dove, peraltro, mi sono presentato in piena forma. Successivamente ho fatto comminare alla Lazio una penale per il comportamento sopracitato. Ho poi presentato anche un esposto a carico della Lazio alla Procura Federale. La Lazio mi ha pagato quanto dovuto''. Stendardo ammette ''di essere stato, all'epoca, mal consigliato e di aver esposto da un punto di vista morale sia la Societa' sia i miei compagni ad una sanzione; ho chiesto scusa del mio comportamento al Presidente ed alla squadra, ed ho messo a disposizione le somme che mi sono state liquidate nonostante le stesse siano state devolute in beneficenza. Chiedo scusa, oggi, pubblicamente anche ai tifosi, e prometto di battermi con il massimo impegno per i colori della Lazio''. Intanto, dopo Pandev, sembra che anche Ledesma sia intenzionato a rivolgersi al Collegio Arbitrale per chiedere la rescissione unilaterale del contratto con il club biancoceleste.



