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Gm: Piu' Rischi Che Opportunita' Nel Dietrofront Su Opel (Punto)

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(ASCA) - Roma, 4 nov - La clamorosa decisione di GM di non vendere piu' Opel non arriva del tutto inaspettata. E' dal mese di agosto che nel board di GM stavano crescendo i dubbi sulla cessione delle attivita' europee ed i continui slittamenti della firma definitiva con Magna e i russi di Sberbank. La virata di GM ha provocato l'irritazione del governo tedesco e la decisione arriva, ironia della sorte, a pochi giorni dall'insediamento ufficiale del nuovo governo guidato da Angela Merkel che tanto si era spesa per la cessione a Magna. ''Alla luce dei miglioramenti del mercato negli ultimi mesi e considerando l'importanza di Opel/Vauxhall nella strategia di GM il board ha deciso di annullare la vendita e avvia un piano di ristrutturazione delle operazioni in Europa'' recita il comunicato di GM e il ceo Henderson annuncia che ''GM presentra' rapidamente il piano di riassetto alla Germania e agli altri governi confidando in una positiva considerazione''. GM stima un onere di 3 miliardi di dollari per rimettere in sesto le attivita' europee, ''una cifra sensibilmente piu' bassa'' rispetto a quanto sarebbe costata l'operazione ai governi con il passaggio a Magna. La decisione di GM inevitabilmente presenta notevoli ripercussioni. Intanto Magna deve rinunciare alle ambizioni di trasformarsi in un produttore di auto di primo piano. Anche per la Russia lo stop e' negativo. Henderson nel comunicato sembra voler rassicurare Mosca annunciando che GM spera di realizzare una presenza significativa in Russia riprendendo ''direttamente la collaborazione con GAZ per contribuire alla modernizzazione delle attivita' del costruttore russo''. I miglioramenti sensibili del mercato dell'auto americano hanno rappresentato la principale molla per GM di rinunciare alla vendita di Opel. GM, anche se resta sotto il controllo del governo americano, e' recentemente uscita dalla procedura fallimentare ritrovando slancio e fiducia. La considerazione del board e' che un produttore globale dell'auto non puo' rinunciare alla presenza in Europa. GM non pensa a rivedere l'intero piano di dismissioni. Il mese scorso Henderson ha venduto il brand Hummer ai cinesi della Sichuan e la Saturn alla Penske Automotive e sta ancora trattando la cessione di Saab al gruppo svedese Koenigsegg. Il Wall Street Journal in un commento scrive che ''GM ha fatto la cosa giusta'' sottolineando la posizione di debolezza del ceo Henderson che era determinato alla cessione ma il board ha lentamente cambiato rotta. Oltre ai segnali di ripresa del mercato dell'auto, e negli Stati Uniti le previsioni indicano un 2010 robusto in termini di vendite, GM ha considerato che mantenere le attivita' europee consente di abbassare i rischi su piattaforme e tecnologie. Tuttavia GM si espone all'incertezza del mercato europeo che nel 2010 non dovrebbe essere particolarmente brillante. Inoltre il 2009 mostra che Opel accusa la peggiore performance tra i grandi produttori europei con una contrazione delle vendite di oltre il 12%, oltre il doppio rispetto al trend del mercato con una quota in calo di quasi un punto percentuale. A differenza delle operazioni Hummer e Saturn, GM non avrebbe incassato neanche un euro dalla cessione di Opel e mantenendo una partecipazione ne avrebbe condiviso, quota parte, gli oneri. Mantenere Opel comunque rappresenta al tempo stesso un onere consistente. Il mercato europeo e' forse quello piu' competitivo al mondo e per GM sara' particolarmente difficile ottenere risultati brillanti sia nel vecchio continente che in Nordamerica. Difficile inoltre immaginare che GM trovera' sostegno nel governo tedesco. Il quotidiano Handelsblatt in un editoriale ha scritto che ''la Merkel e' caduta nella trappola Opel. Gli interessi americani hanno vinto''. Alla fine il principale rischio e' che GM stia prendendo un grande abbaglio. Il mercato dell'auto e' in recupero ma pensare che si possa tornare alla situazione pre-crisi e' perlomeno un atto di arroganza culturale.

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