(ASCA) - Milano, 4 nov - Il Duomo gremito e una cascata di applausi che ha accompagnato il feretro fuori dal Duomo. Milano ha salutato cosi' la 'sua' poetessa, Alda Merini, scomparsa l'1 novembre. Un legame, quello tra l'artista e la sua citta', sancito dalla decisione del sindaco Letizia Moratti di tributare l'addio alla 'poetessa dei Navigli' con i funerali di Stato. Un legame ribadito da Monsignor Franco Giulio Brambilla, Vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Milano, che nella sua omelia ha ricordato Alda Merini in ''quel tratto di Naviglio che ci da' l'ultimo scorcio d'una Milano d'altri tempi''. Una Milano, ha aggiunto Monsignor Brambilla, ''che nel luogo comune un po' banale appare la citta' amata/odiata ma che aveva forse un rapporto piu' complesso con la poetessa''. E non potevano mancare, nel ricordo di Monsignor Brambilla, alcuni dei versi piu' famosi dedicati alla citta' dalla poetessa: ''Si potrebbe lasciare Milano per sempre soltanto per andare in Paradiso, ma forse desidererei, anche da li', la mia casa sui Navigli'''. Ad ascoltare, in prima fila, il sindaco Letizia Moratti, arrivata in Duomo con la fascia Tricolore, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podesta' e, in rappresentanza del governo, due ministri lombardi del calibro di Maria Stella Gelmini e Umberto Bossi. Presenti anche volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo: la cantante Milva, Valentina Cortese, Rosal e il musicista Giovanni Nuti, che ha chiuso la funzione. Ma soprattutto tanta gente comune si e' stretta attorno ad Alda Merini in rispettoso silenzio fino all'ultimo applauso che ha accompagnato la bara coperta di rose gialle fuori dal Duomo. Alda Merini sara' tumulata al Famedio del Cimitero Monumentale, accanto ai personaggi piu' illustri della storia di Milano.



