(ASCA) - Roma, 4 nov - Esiste in Italia un importante giacimento storico e artistico disponibile, ma non visitabile. Lo evidenzia l'ultima rilevazione dell'Istat sui musei non statali che sottolinea come molte delle strutture osservate siano risultate temporaneamente inaccessibile in quanto oggetto di interventi di recupero per attivita' di ristrutturazione e restauro (48,4%) o allestimento e scavo (5,4%), mentre una quota significativa e' chiusa al pubblico per inagibilita' (14,0%) o per carenza delle risorse finanziarie o di personale (6,5%) necessarie a garantire i servizi all'utenza. Inoltre, anche all'interno degli stessi musei aperti al pubblico si calcola che il 30,0% dei musei espone non piu' della meta' dei beni conservati e che solo il 56,8% espone piu' di tre quarti del patrimonio disponibile. Peraltro, gran parte del materiale conservato non accessibile al pubblico non e' adeguatamente identificato e registrato, dal momento che il 46,4% dei rispondenti ha indicato di non disporre di alcuna forma di inventariazione dei beni e delle collezioni non esposte. Inoltre, solo il 20% circa dei musei e degli istituti similari ha provveduto alla digitalizzazione dei beni catalogati esposti e dispone di schede di catalogazione in formato digitale consultabili on line per uso divulgativo e/o scientifico. In alcuni casi, poi, sono le barriere strutturali e le carenze organizzative ad impedire o limitare l'accessibilita' e la fruibilita' del patrimonio museale, penalizzando alcune categorie di utenza. Piu' di un museo su tre (36,8%), infatti, non e' attrezzato per favorire l'accesso dei diversamente abili e consentire loro il superamento di eventuali ostacoli architettonici (attraverso rampe, elevatori, bagni attrezzati, ecc.), ne' dispone di supporti didattici e informativi per agevolarne la fruizione.



