(ASCA) - Roma, 4 nov - Un misterioso Marittimo Anonimo alla performance Attimi d'arte che trasformera' un ristorante in un set teatrale Succede a Roma, l'8 novembre 2009, nella citta' dell'altra economia largo Dino Frisullo, Campo Boario (ex mattatoio di testaccio) Continua sul social network Facebook il piccolo giallo sull'identita' di uno degli artisti che parteciperanno alla collettiva Attimi d'arte. Si celerebbe dietro il nickname di Don Pepe Camarda e nella vita e' uno stimato professionista che ha ceduto al richiamo dell'arte dietro pseudonimo, certo che la creativita': ''va co-firmata, destrutturata, condivisa, l'ego dell'artista dev'essere concepito come uno strumento, affinche' l'Io venga abbattuto in nome di una collettivita' piu' coscienziosa e aperta alla bellezza'' l'occasione per conoscere la sua opera e', appunto, Attimi d'arte, che si terra' nella citta' dell'altra econonomia, a largo Frisullo. Attimi d'arte inizia alle 19.00 e trasformera' un ristorante in un inusuale set teatrale. Si comincia dall'angolo bar, dove sara' possibile incontrare l'anima collettiva della serata, cioe' gli autori. Tutti meno il marittimo anonimo. Per arrivare a lui bisogna necessariamente passare attraverso il contatto dell'addetto stampa. Con tutti gli altri sara' possibile chiacchierare e consumare un aperitivo man mano che si prende posto all'interno del ristorante dove, alle 20.00, prendono vita le performance, scandite, a tempo (il protagonista indiscusso dalle performance e' proprio il tempo), di variegate espressioni artistiche. Novanta secondi saranno dedicati alla meno usuale. Apre Attimi d'arte uno ''studio sul blu per parlare d'altro''. S' intitola Azzurra ed e' l'opera sperimentale del marittimo anonimo che attraverso Paola Traverso (autrice montaggio) e Stefano Viali (regista, autore delle riprese) prova a raccontare in una manciata di secondi l'invisibile linea che separa e unisce un uomo e una donna. Seguono altri attimi, lampi di ingegno e creativita' che non durano mai piu' di tre, quattro minuti. Notecolore, e' un'altra opera assolutamente originale di Monica Di Brigida, autrice di immagini che con l'ausilio di tecniche fotografiche e suoni composti e interpretati da Stefania Graziani ricrea la linea primitiva che fa risuonare i colori dell'irrazionale. Del tempo perso dalla memoria ma acceso in chi sa ancora immaginare. Ed emozionare. Dopo pochi minuti le luci disegnate da Mario Donnarumma illumineranno, di attimo in attimo, il resto delle opere: Ti vedo arrivare gioielli in carta pesta di Elena Bonuglia! Si prosegue con Franco Ferrari, Paola Colatosti, Loredana Tomei, Lucrezia Fusco; Linee, scultura di Stefano Demuro; Ombra di Susanne Portmann (pittura/scrittura) e Sulle orme del can che dorme di Emanuele Scoppola (pittura/ceramica) con la collaborazione di Elisa Palagi. La serata si conclude con il video Dreaming a human symphony di Tony Carnevale (musicista) prodotto in collaborazione con il videomaker Marco Castellani.



