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(ASCA) Torino, 4 nov - ''Gli operai hanno fatto tutto quello che dovevano?'', domanda in udienza il pm Raffaele Guariniello. Harald Espenhahn, amministratore delegato della societa' in Italia, principale imputato nel processo per i sette morti dello stabilimento di Torino con l'accusa di omicidio volontario, lascia la risposta sospesa: ''E' una domanda difficile a cui rispondere'', osserva. A quasi due anni dalla tragedia, consumatasi il 6 dicembre del 2007, il manager tedesco entra per la prima volta nel merito delle accuse, il suo e' anche il primo faccia a faccia con il procuratore torinese titolare dell'inchiesta. Affiancato da un'interprete, cosi' come prima di lui l'altro imputato il consigliere delegato Gerard Priegnitz, risponde per oltre tre ore alle domande dell'accusa. Guariniello lo incalza ricordandogli il documento sequestrato dala Guardia di Finanza nella sua borsa il 10 gennaio del 2008 nel quale si fa riferimento a possibili negligenze degli operai morti. ''Non lo scrissi io quel documento - afferma Espenhahn - ma un collaboratore dell'ufficio legale tedesco''. ''Ma ci sono molti particolari sull'incidente - replica Guariniello - come facevano questi dipendenti a conoscere la dinamica dell'incidente di Torino''. ''Sono state raccolte informazioni a Torino, a Terni e anche in Germania'' ''Parlava con gli operai?'', chiede ancora Guariniello: ''Si', ne ho avuto occasione''. ''Conosceva alcuni operai'?'' ''Si'''. ''Conosceva gli operai deceduti'?'' ''Si' , ma personalmente poco''. ''E' mai capitato in Germania un incidente con la morte di piu' lavoratori?'', ''Anche in Germania sono accaduti incidenti mortali''. ''Anche con sette morti?'', chiede ancora il pm: ''Negli ultimi anni no''.



