(ASCA) - Milano, 4 nov - E' proprio il segreto di Stato ad aver impedito a Niccolo' Pollari di dimostrare la propria innocenza durante lo svolgimento del processo sul rapimento dell'imam Abu Omar. E' questo il commento dell'avvocato Nicola Madia, uno dei difensori dell'ex direttore del Sismi, sulla sentenza del giudice monocratico di Milano, Oscar Magi, che ha stabilito il non doversi procedere nei confronti di Pollari e di Mancini proprio perche' l'azione penale e' impossibile per l'esistenza di atti coperti dal segreto di Stato. ''La sentenza - ha osservato il legale - dimostra la veridicita' dell'assunto ribadito piu' volte da Pollari, secondo il quale il segreto di Stato ha impedito di dimostrare la sua estraneita' ai fatti''. Tuttavia, ha proseguito l'avvocato Madia, ''e' una sentenza che ci soddisfa in quanto ha evitato che un fedele servitore dello Stato fosse sacrificato sull'altare di questo processo nonostante il suo impedimento a difendersi proprio a causa del segreto di Stato''. Soddisfatti anche i difensori di Marco Mancini: ''Questa sentenza - e' il commento dell'avvocato Luca Lauri - dimostra che questo processo non doveva essere nemmeno celebrato''. Anche l'altro difensore di Mancini, l'avvocato Luigi Panella, ha espresso ''grande soddisfazione anche perche' in questo procedimento Mancini e' stato addirittura arrestato''. Telegrafica la valutazione di Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano: ''Questa sentenza - ha osservato il rappresentante della pubblica accusa nel processo - dimostra che la nostra azione e' stata legittimamente promossa''.



