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m.o.: Vaticano, Tragica Realta' Per Profughi Palestinesi

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(ASCA) - Citta' del Vaticano, 4 nov - La questione dei rifugiati palestinesi e' ''una tragica realta''' che sottolinea come la risoluzione del conflitto israelo-palestinese sia ''fondamentale per porre fine a molte situazioni che provocano il caos nella regione mediorientale e che hanno serie ripercussioni a livello mondiale''. Lo ha dichiarato martedi' scorso mons. Celestino Migliore, Nunzio Apostolico e Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenendo alla 64.esima sessione dell'Assemblea Generale sulla Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione ai Profughi Palestinesi nel Vicino Oriente. L'Agenzia, ha ricordato mons. Migliore, e' stata istituita come corpo temporaneo delle Nazioni Unite per servire i rifugiati palestinesi finche' la loro situazione non fosse stata risolta in modo giusto. Il fatto che essa esista ancora, ha osservato, e' ''il promemoria del fatto che la questione dei rifugiati palestinesi rimane irrisolta''. Il presule ha quindi lamentato il ''fallimento'' di entrambe le parti in causa nell'''impegnarsi in un dialogo significativo e sostanziale e discutere soluzioni per dare stabilita' e pace alla Terra Santa''. ''Come mai prima d'ora, e' necessario che la comunita' internazionale porti avanti i suoi sforzi per favorire in fretta un riavvicinamento delle parti'', ha dichiarato, sottolineando che chi si occupa dei negoziati deve mantenere ''un approccio bilanciato, evitando l'imposizione di precondizioni alle parti''. Ricordando che i molti problemi della regione saranno risolti solo con ''negoziati e dialogo'', monsignor Migliore ha quindi segnalato che una soluzione ''duratura'' deve includere ''lo status della Citta' Santa di Gerusalemme''. ''Anche alla luce dei numerosi episodi di violenza e delle sfide al libero movimento poste dal Muro di Sicurezza, la Santa Sede rinnova il suo sostegno a misure garantite a livello internazionale per assicurare la liberta' di religione e di coscienza agli abitanti e un accesso permanente, libero e senza ostacoli ai Luoghi Santi da parte dei fedeli di ogni religione e nazionalita'''. ''Solo con una pace giusta e duratura - non imposta, ma ottenuta con il negoziato e il compromesso ragionevole - le aspirazioni legittime di tutti i popoli della Terra Santa saranno realizzate'', ha concluso.

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