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(ASCA) - Roma, 4 nov - Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi si incontreranno questa sera per una cena di lavoro. Secondo alcune indiscrezioni, all'ordine del giorno c'e' l'intesa sui candidati di punta del centrodestra per le elezioni regionali del marzo 2010 ma l'occasione sara' utile anche per un confronto a tutto campo tra i tre leader. Si discutera' dunque pure di riforma della giustizia e della possibilita' di coinvolgere l'opposizione sia su questo tema sia su alcune riforme istituzionali. Proprio ieri Fini ha confermato i suoi distinguo dal premier: ''Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta''. E ha ripetuto la propria predilezione per riforme da attuare insieme all'opposizione quando quest'ultime riguardano le regole. Il presidente di Montecitorio scrive a questo proposito nel suo libro ''Il futuro della liberta', consigli non richiesti ai nati nel 1989'' distribuito ieri in anteprima alla stampa parlamentare: ''Il cambiamento delle regole riguarda tutti, non solo una parte. Perche' la Costituzione segna il perimetro della casa comune degli italiani. Perche' e' necessario riscoprire il patriottismo costituzionale come valore che cementa la coesione sociale non meno che quella politica''. Sulle regionali, Bossi dovrebbe incassare ufficialmente la decisione che siano i candidati della Lega a correre per il ruolo di governatori in Veneto (Luca Zaia, attuale ministro dell'Agricoltura, o Federico Bricolo, capogruppo della Lega al Senato) e in Piemonte (probabile candidato governatore e' Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera). Bossi potrebbe porre il problema della Lombardia ma e' assai difficile che Roberto Formigoni, attuale governatore, decida di passare la mano. Alcune voci dei giorni scorsi avevano ipotizzato che Formigoni, in caso di rinuncia a guidare il centrodestra in Lombardia, potesse sostituire Roberto Maroni come ministro degli Interni. In alternativa, la Lega potrebbe ottenere il candidato governatore in Emilia Romagna ma in ogni caso - per suggellare l'armonia politica tra Pdl e Lega - un accordo potrebbe consistere che nelle regioni del nord ci sia sempre un ticket di testa formato dai candidati dei due partiti. Il vertice tra i tre leader del centrodestra deve sciogliere anche il nodo delle candidature in Campania e Lazio. Fini aveva espresso nei giorni scorsi alcune perplessita' rispetto all'idea di candidare nel Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl e sottosegretario all'Economia. Al presidente della Camera non pare opportuna quella candidatura perche' su Cosentino resta l'ombra di un'inchiesta della Procura antimafia di Napoli basata sulle rivelazioni dell'imprenditore Gaetano Vassallo che ha confessato ai magistrati di aver smaltito rifiuti tossici per conto della camorra. Per quanto riguarda il Lazio, dove il centrodestra ha chance di successo dopo il ''caso Marrazzo'' che ha messo in difficolta' il centrosinistra, potrebbe esserci questa sera il via libera ufficiale alla candidatura di Renata Polverini, attuale segretaria del sindacato Ugl. Proprio il Lazio pone il problema dei rapporti tra il Pdl e l'Udc di Pier Ferdinando Casini: in questa regione, secondo i sondaggi, gli elettori di centro potrebbero rivelarsi decisivi per l'elezione del nuovo governatore. Per questo e' in calendario per venerdi' un incontro tra Berlusconi e Casini. Esclusa una alleanza al nord per via dei rapporti Pdl-Lega, l'Udc potrebbe porre la questione di una convergenza sui candidati del centrodestra in Calabria, Campania e Puglia. Casini e Lorenzo Cesa incontreranno intanto gia' oggi Pierluigi Bersani, nuovo segretario del Pd. L'Udc potrebbe allearsi con il Pd in alcune regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Marche, Puglia, Lazio) ma in altre sceglierebbe candidati del Pdl o rinuncerebbe a comporre delle alleanze. Si vocifera di una candidatura di Casini in Veneto, dove l'ex presidente della Camera sarebbe tentato di condurre una polemica campagna elettorale contro la Lega. Per stringere una alleanza Pd-Udc in Puglia e Lazio i centristi pongono pero' due condizioni: nella prima regione la rinuncia alla candidatura di Nichi Vendola, governatore uscente, e nella seconda la candidatura di Enrico Gasbarra, ex presidente dalla Provincia di Roma. La trattativa e' solo all'inizio.



