(ASCA) - Roma, 4 nov - Il tema della sicurezza in Italia e' ''una bella partita con sempre piu' tifosi ma con pochi giocatori e poca concretezza...''. Usa questa immagine il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli per dire la sua su un tema sempre 'caldo': appunto quello della sicurezza. Una idea esternata di fronte ad un'amplia platea di agenti del Sindacato di polizia (Sp), ma soprattutto di fronte al ministro dell'Interno, Roberto Maroni e, tra gli uditori, il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Nel suo saluto al convegno organizzato dal nascente nuovo sindacato di polizia (che riunisce tre sigle che fanno riferimento alla Uil) il Capo della polizia ha poi parlato di una ''evoluzione anche in questo settore'' con la necessita' di ricercare sempre piu' modelli organizzativi ''in una societa' che cambia''. Manganelli non si e' nascosto i problemi ancora in campo definendo ''grave'' quello che riguarda il progressivo invecchiamento dell'organico e proponendo che, per le nuove assunzioni non si peschi piu' solo dalle forze armate ma che si prevedano ''aliquote diversificate e anche dalla vita civile''. Il Capo della polizia ha, poi, voluto rassicurare operatori e funzionari sul tema delle ronde e dell'apertura alle polizie locali. ''Il mantenimento della sicurezza resta affidata al solo servizio della Polizia di Stato - ha sottolineato Manganelli - mentre ai sindaci e' delegato la sicurezza urbana che vuol dire monitorare le situazioni di disadattamento o disagio e le sacche di degrado che sono, spesso, alla base dei comportamenti devianti''. Sulle ronde, ha ripetuto, ''spetta, invece, il solo compito di osservazione''. Infine, Mangelli ha parlato dell'immigrazione clandestina come di un ''problema reale se si pensa che in alcune zone del paese alcune tipologie di reato riguardano per il 60-70% proprio gli irregolari''.



