(ASCA-AFP) - Madrid, 4 nov - La condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'Uomo, per la presenza dei crocifissi nelle scuole pubbliche, ha diviso anche il mondo cattolico e laico in Spagna. Varie organizzazioni si sono fatte portavoce delle scuole private 'ribellandosi' a una simile decisione ritenuta ''sorprendente e inaccettabile'', affermando che ''se una cosa del genere fosse avvenuta in Spagna, avrebbe suscitato una forte protesta''. ''L'Italia non puo' distaccarsi dalla propria fede, perche' e' la culla del cattolicesimo'', ha detto un responsabile di una di queste organizzazioni. Dall'altra parte, l'associazione Spagna laica ha dichiarato in una nota che la Corte di Strasburgo ''ha reso onore al proprio nome''. L'associazione ha chiesto al governo socialista di Jose' Luis Rodriguez Zapatero, i cui rapporti con la Chiesa cattolica sono gia' in bilico su parecchie questioni, di seguire la sentenza della Corte e di ritirare immediatamente i simboli religiosi dagli istituti pubblici per ''metter fine all'anacronismo''. La classe politica, invece, ha reagito in maniera meno netta tranne il piccolo partito catalano di sinistra Erc che ha annunciato un'iniziativa parlamentare per chiedere ufficialmente il ritiro dei crocifissi nelle classi delle scuole statali. Al contrario, la destra all'opposizione ha chiesto di non ''resuscitare la guerra dei crocifissi''.



