(ASCA) - Roma, 5 nov - ''Siamo nel pieno della stagione delle negoziazioni bilaterali e il mercato a termine dell'energia elettrica non e' decollato''. La mancata integrazione del mercato fisico con quello finanziario, elemento portante della riforma promossa dal ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, preoccupa fortemente Confindustria. L'avvio di questo passaggio fondamentale, previsto per il primo novembre 2009 - sottolinea Confindustria in una nota -, non si e' verificato, con grave danno per i settori industriali che devono chiudere i contratti di approvvigionamento per il 2010 entro il 30 novembre 2009. Per gli industriali ''l'opzione della consegna fisica e' fondamentale perche' il mercato finanziario si allinei con quello reale. Solo attraverso la consegna fisica i mercati a termine vengono percepiti come correlati e quindi partecipati da un numero crescente di attori, diventando cosi' liquidi perche' effettivamente aderenti ai fondamentali sottostanti''. I settori industriali devono chiudere i contratti di approvvigionamento per il 2010 entro il 30 di novembre: la data ultima del 1* novembre 2009 era dunque funzionale ad avere un riferimento di prezzo a termine affidabile. Confindustria auspica un rapido superamento delle difficolta' e l'avvio della riforma.



