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Gm: Dossier Opel, Schiaffo a Merkel e Incidente Diplomatico (Il Punto)

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(ASCA) - Roma, 5 nov - Uno schiaffo al cancelliere, un grave colpo alle relazioni tra Germania e Stati Uniti, una forte fonte di imbarazzo per Berlino nei confronti della Russia proprio mentre sono aperti numerosi dossier sul fronte energetico. Il dietro-front di General Motors sulla vendita di Opel ai canadesi di Magna e ai russi di Sberbank, fortemente sponsorizzata dalla Cancelleria tedesca, ha assunto oggi i contorni di un vero e proprio incidente diplomatico internazionale. Molto duro il commento del primo ministro russo Vladimir Putin che ha avvertito il gruppo di Detroit che Mosca potra' trarre una ''lezione'' da tale decisione. ''Il ritiro dell'ultimo minuto prima del completamento dell'operazione - ha detto Putin - non nuoce ai nostri interessi ma, a ben vedere, si riflette sui nostri partner americani''. ''Questa e' una lezione - ha aggiunto il primo ministro russo - di cui faremo tesoro nel trattare con i soci nell'avvenire''. Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si e' affrettato a telefonare ad Angela Merkel per assicurare la sua estraneita' alla decisione del board di GM. Obama, ha spiegato il portavoce del governo di Berlino, Ulrich Wilhelm, ha chiamato nella serata di ieri confermando al Cancelliere ''di essere estraneo alla decisione del consiglio di amministrazione di GM''. Da molte parti si era indicata proprio la Casa Bianca dietro lo stop alla vendita di Opel nel timore di indebolire la posizione sui mercati internazionali di GM, dopo i massicci aiuti di stato erogati per salvarla dalla bancarotta (e che hanno portato washington al 60'% del capitale), e di rafforzare allo stesso tempo l'industria russa con le tecnologie Opel sui veicoli ad alta efficienza e a basso consumo. Tecnologie che valgono oro in questa fase per chiunque, GM compresa. ''Il Cancelliere - ha aggiunto Wilhelm - ha fatto sapere al Presidente americano che il governo tedesco fara' pressing su General Motors perche' presenti il piu' presto possibile un nuovo progetto per Opel'' ed esigera' la restituzione entro novembre del prestito da 1,5 miliardi di euro erogato dallo Stato. Ad aggravare la situazione l'annuncio del taglio di 10mila posti di lavoro in Europa proprio pochi giorni dopo l'accordo raggiunto coi sindacati per il passaggio a Magna. Licenziamenti che hanno innescato una forte protesta dei lavoratori tedeschi visto che il precedente programma di tagli legato all'operazione Magna (10.500 persone) avrebbe toccato solo marginalmente gli impianti in Germania. Ma che hanno innescato anche un altro fronte di scontro diplomatico, questa volta con la Gran Bretagna preoccupata per il destino degli operai della controllata Vauxhall. Il ministro dell'Industria britannico Peter Mandelson ha chiesto che ci sia un ''giusto bilanciamento'' tra gli esuberi e gli aiuti di stato garantiti per la ristrutturazione dei business europei di GM. A rischio ci sono infatti 5.500 lavoratori della filiale di Opel in Gran Bretagna. ''Vogliamo vedere un giusto bilanciamento tra i governi degli Stati membri che sosterranno finanziariamente la societa' - ha detto - e questo e' qualcosa che dobbiamo ancora disutere tra noi e con il management di GM''.

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