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Nucleare: Reattori Epr Insicuri? Italia e Francia Minimizzano

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(ASCA) - Roma, 5 nov - Fanno discutere i dubbi sulla sicurezza degli European Pressurised Reactor (EPR), i reattori nucleari di terza generazione realizzati in Francia che dovrebbero essere impiegati anche nel programma previsto dal governo italiano. Tre agenzie che si occupano della sicurezza delle centrali atomiche, la francese ASN, la britannica HSE'sND e la finlandese STUK hanno emesso nei giorni scorsi un comunicato congiunto nel quale contestano alla societa' costruttrice, Areva, il fatto che il sistema di emergenza non sia indipendente da quello del funzionamento normale. Il primo ministro francese, Francois Fillon, ha detto al quotidiano Le Monde che il reattore EPR e' ancora efficace. ''E' necessario essere estremamente rigorosi in termini di sicurezza'', ha detto Fillon. ''Non ho dubbi che i problemi avanzati dalle authority per la sicurezza verranno risolti e che i reattori francesi continueranno ad essere fra i migliori e piu' sicuri del mondo''. Il ministro italiano per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha detto che i rilievi delle tre agenzie ''non rallentano il percorso''. Secondo il ministro infatti, prima che in Italia verranno realizzate nuove centrali dovra' trascorrere ''una fase autorizzativa che durera' tre o quattro anni. Al momento in cui iniziera' la fase della costruzione saremo nella condizione ideale con le migliori tecnologie a disposizione''. Ieri era stato l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, a sottolineare che le osservazioni avanzate dalle autorita' di sicurezza non dovrebbero rallentare i programmi. I rilievi, ha detto Conti, ''sono una dimostrazione positiva che si sono Agenzie che sorvegliano tutti i passaggi dei lavori e che chiedono aggiornamenti tecnici sul funzionamento e sulla sicurezza dell'impianto''. L'Enel, che in joint-venture con la francese EDF ha costituito la societa' Sviluppo Nucleare Italia, che dovrebbe realizzare nel nostro paese 4 centrali alimentate da reattori EPR, si dice piu' preoccupata dalle ''garanzie politiche'' che dovrebbero accompagnare quelle finanziarie. ''Di fronte ad un investimento di questa portata - ha detto Conti - dobbiamo chiedere che ci sia una condivisione politica, non solo finanziaria, da parte di questo governo e di quelli futuri''.

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