(ASCA) - Citta' del Vaticano, 5 nov - Cambiare i nostri stili di vita per non ''caricare le generazioni a venire con il nostro consumo energetico esagerato'' e ''lanciare una transizione pacifica verso un'economia globale piu' efficiente che cerchi di ridurre il consumo energetico e l'uso dei combustibili fossili''. E' la nuova ''strategia energetica duratura e globale'' auspicata dalla Santa Sede con l'intervento di mons. Celestino Migliore, Osservatore Permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, durante la 64.esima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu su ''Promozione di fonti d'energia nuove e rinnovabili''. Questa strategia, ha detto il presule, ''dovrebbe essere capace di far fronte alle necessita' nel breve e nel lungo periodo, assicurando sicurezza energetica, difesa della salute e dell'ambiente e l'istituzione di impegni concreti per affrontare i problemi dei cambiamenti climatici''. I Paesi in via di sviluppo, ha ricordato mons. Migliore, hanno grandi capacita' circa le fonti di energia rinnovabile, ''ma spesso le tecnologie a basso uso di carbonio, come quelle solari, incluse quelle fotovoltaiche, comportano spese iniziali molto alte''. Per questo, e' necessario favorire ''l'accesso da parte dei piu' poveri a queste innovazioni'', fondamentale per ''permettere ai Paesi in via di sviluppo di far fronte alla loro crescente domanda di energia e di promuovere uno sviluppo sostenibile''. Allo stesso tempo, pero', per il diplomatico vaticano ''ogni discussione sull'identificazione di fonti energetiche affidabili, accessibili, economicamente praticabili, socialmente accettabili e giuste a livello ambientale dovrebbe tener conto dei costi umani e ambientali a lungo termine''. ''Lo sfruttamento ambientale senza riguardo per le preoccupazioni a lungo termine puo' fornire una crescita economica a breve scadenza, ma questa crescita avviene a caro prezzo - ha dichiarato mons. Migliore -. I costi oggi vengono sopportati soprattutto dai Paesi in via di sviluppo, dai poveri e da quanti non hanno la capacita' di difendersi dalle sfide dei cambi amenti climatici''.



