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(ASCA) - Roma, 6 nov - ''Occorre unificare le lotte in corso per la democrazia sindacale e per la difesa dell'occupazione anche con uno sciopero generale''. Lo ha detto Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom, parlando al termine della manifestazione indetta dal sindacato dei metalmeccanici Cgil a Curno in provincia di Bergamo, davanti ai cancelli della Brembo, l'azienda di Alberto Bombassei, vice presidente di Confindustria, responsabile delle relazioni sindacali. Il leader della Fiom e' dapprima tornato a criticare l'accordo separato sul contratto dei metalmeccanici. ''Fim e Uilm - ha sostenuto - dicono che nei giorni che vanno dal 25 al 27 novembre sottoporranno l'intesa del 15 ottobre ai propri iscritti e solo ai propri iscritti. Ma questo e' un paradosso perche', nel nostro sistema, un contratto collettivo vale per tutti gli addetti a un determinato settore produttivo e quindi anche per gli iscritti ad altre organizzazioni e per i lavoratori non sindacalizzati. E il paradosso e' ancora piu' grande se si considera che Fim e Uilm, messe insieme, hanno meno iscritti della sola Fiom. Noi chiediamo quindi che per l'accordo del 15 ottobre si faccia quello che venne fatto 40 anni fa per l'accordo definito nel dicembre 1969: ovvero che venga sottoposto nelle fabbriche e negli uffici al voto di tutti i metalmeccanici''. Ed, in proposito, Rinaldini ha annunciato che e' in fase di elaborazione da parte della Fiom una proposta di legge di iniziativa popolare da presentare in Parlamento che definisca regole precise in materia di misurazione del consenso organizzativo dei sindacati e di democrazia e che consenta ai lavoratori di avere l'ultima parola su piattaforme e accordi sindacali. Poi, l'affondo finale. ''Non passa giorno - ha sottolineato - che non ci arrivino notizie relative a imprese che intendono ricorrere alla Cassa integrazione, che denunciano esuberi, che effettuano licenziamenti. Tutte le periferie industriali sono ormai piene di presidii, volantinaggi, cortei. Mentre dalle aziende in crisi sale la richiesta di incontri con le Istituzioni locali e con i rappresentanti del Governo, dai Prefetti alle sedi centrali dei Ministeri. Credo quindi che ci siano tutte le condizioni per arrivare a un momento di unificazione delle lotte in corso, sia per cio' che riguarda la democrazia sindacale, sia per cio' che riguarda la difesa degli apparati produttivi e dell'occupazione. Credo, insomma, che ci siano le condizioni perche' la Cgil assuma un'iniziativa di sciopero generale''.



