(ASCA) - Trieste, 6 nov - I valori degli indicatori che caratterizzano lo stato di salute dell'industria regionale alla fine del terzo trimestre 2009 confermano che la fase recessiva che ha investito da piu' di un anno il settore produttivo non e' ancora terminata. Il quadro complessivo dei dati rilevati alla fine di settembre appare comunque in leggero miglioramento rispetto a quello del primo semestre. Si puo' concludere che il lungo trend decrescente del settore industriale sembra aver iniziato, dopo il picco negativo del primo trimestre, una timida ed ancora incerta inversione di tendenza. Esaminando il dettaglio dei principali indicatori congiunturali (che evidenziano le variazioni rispetto al trimestre precedente) si riscontra che, nel terzo trimestre 2009, soltanto la produzione ha un andamento calante scendendo di poco sotto lo zero (-0,8%); le vendite totali, invece, tornano ad essere positive, segnando un +5,1%, grazie ai valori positivi sia delle vendite Italia (+0,3%), che delle vendite estero (+9,6%. Anche l'occupazione presenta un leggero aumento, ma rimane negativa, passando dal precedente -2,1% al -0,3%. Per quanto riguarda i principali indicatori tendenziali (che confrontano il trimestre in esame con lo stesso trimestre dell'anno precedente), si evidenzia che: la produzione rimane negativa (-18,1%), pur guadagnando qualche punto percentuale rispetto al valore riscontrato nella precedente indagine ; analogo andamento presentano le vendite che salgono mediamente di dieci punti percentuali, rimanendo pero' largamente al di sotto dello zero; in particolare le vendite totali segnano -16,9%, le vendite Italia -20,4% e le vendite estero -13,6%. Le previsioni degli operatori industriali per il prossimo trimestre appaiono orientate ad un recupero di fiducia nella possibilita' di un miglioramento della situazione generale. Infatti, sia per la produzione che per le vendite la percentuale di risposte che prevedono un aumento supera di molto quella della previsione di diminuzione. Per l'occupazione, invece, la previsione di diminuzione (9,8%) e' quasi doppia rispetto a quella di aumento (5,6%). L'aspettativa occupazionale permane, quindi, critica, ma risulta comunque migliorata rispetto alla rilevazione di tre mesi fa, quando la previsione di aumento era praticamente nulla e qu ''Non basta per poter essere tranquilli e guardare con fiducia al prossimo futuro, perche' ancora la situazione, rispetto all'anno scorso, e' fortemente negativa e le aziende sono costrette a ritarare i propri obiettivi e a rivedere i fattori competitivi all'interno di esse - dichiara il presidente di Confindustria, Alessandro Calligaris -. Siamo, infatti, mediamente attorno al -18% sia per produzione che per vendite. Quindi, anche la nostra indagine, come altre autorevoli apparse in questa fase di riavvio delle attivita' produttive dopo il periodo estivo, riscontra dei segnali di miglioramento, ma anche la persistenza di una situazione di crisi e, di conseguenza, ci dice che abbiamo davanti ancora un periodo lungo e difficile''.



