(ASCA) - Roma, 6 nov - ''Per quale ragione stanziare 1,3 miliardi per il Ponte sullo Stretto quando non si ha ancora un progetto definitivo e manca lo studio di fattibilita' economica? Il tutto, forse, potra' servire a convincere gli investitori privati a mettere quella quota, pari al 60% del totale, sulla quale vige ancora il piu' totale mistero?''.Cosi' Edoardo Zanchini, responsabile Trasporti e infrastrutture di Legambiente commenta il via libera del Cipe alla fase di progettazione del Ponte sullo stretto di Messina. ''La crisi economica - continua Zanchini - ha colpito pesantemente settori basilari come la sanita' e il welfare. Piovono tagli in tutti gli ambiti, non ci sono soldi per i cassintegrati ne' si riesce ad assicurare un servizio efficiente e dignitoso per i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano treni locali e mezzi pubblici, eppure, per risollevare le sorti del Sud, si continua a riproporre un'opera inutilmente faraonica, che nel periodo della crisi delle banche rischia solo di trasformarsi in un cantiere infinito, lontanissimo dalle aspettative di chi vede nelle grandi opere la soluzione per migliorare mobilita' ed efficienza del Paese''. ''Ancora piu' incomprensibile - prosegue - e' la situazione per quanto riguarda il Terzo Valico ferroviario tra Milano e Genova: per un'opera che dovrebbe costare complessivamente 5,1miliardi sono stanziati infatti 500milioni. Ma la quota annua prevista di finanziamento e' 150milioni di Euro per tre anni e nessuna certezza per il futuro, quindi, con queste risorse l'opera si potra' realizzare, nella migliore delle ipotesi, in 30 anni''. ''Qual e' il senso - conclude Zanchini - di una previsione di spesa di questo tipo, che sperpera risorse necessarie per ben altre emergenze, e che sarebbero utilissime, per esempio, per acquistare subito nuovi treni per i pendolari? A guadagnare da queste scelte, non saranno certo i cittadini, ma solo chi andra' ad aprire quei cantieri che si candidano gia' a diventare infiniti, ossia, in larga parte, la Societa' Impregilo. Il Governo pensi piuttosto alle necessarie opere di mobilita' e di messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti''.



