(ASCA) - Berlino, 6 nov - Le speranze suscitate dalla caduta del Muro di Berlino hanno portato oltre che alla riunificazione dell'Europa, ad un percorso storico che unisse i cittadini europei anche sul piano dei loro diritti sociali? E' dedicato a questo l'annuale appuntamento che le Acli, in particolare con la Fai (Federazione Acli internazionali che mette insieme le presenze acliste nei diversi paesi), hanno indetto nella capitale tedesca, a 20 anni dall'avvio dello smantellamento di quello che fu il simbolo della Guerra Fredda. Nelle settimane scorse hanno parlato i protagonisti di quella storia, a partire da Helmuth Kohl, il cancelliere della riunificazione tedesca, all'allora presidente Usa George Bush, al presidente dell'Urss dell'epoca, Mikhail Gorbaciov. Lunedi' saranno a Berlino, accanto ad Angela Merkel, numerosi leaders europei, fra i quali anche, per l'Italia, il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. Mentre si susseguono le manifestazioni (ieri sera il concerto degli U2), le Associazione cristiane dei lavoratori italiani, assumendo sullo sfondo della vicenda storica il simbolo del ''muro'', invitano a non ricreare oggi un nuovo muro in Europa con mancate risposte alla sfida che la ''questione sociale'' pone al vecchio continente. In questione e' la sostenibilita' del Modello Sociale Europeo, alla luce del processo di allargamento della Ue con i Paesi dell'est (successivo al crollo del Muro) e di globalizzazione (con il fenomeno migratorio). Si intrecciano fra loro dunque problemi di ordine istituzionale della Ue (con l'ormai prossima entrata in vigore del Trattato di Lisbona) e problemi di ordine sociale come il rapporto con i modelli di welfare esistenti in Europa, alla luce anche della Carta Sociale europea e della Carta dei diritti fondamentali. E' il tema dei diritti sociali in discussione, se questi siano legati alla condizione di cittadinanza (e dunque agiscano sul terreno della lotta all'esclusione sociale per impedire la perdita della dignita' di cittadino), o se debbano essere piuttosto legati (secondo la antica concezione lavoristica su cui si basa la maggior parte dei sitemi di welfare), alla condizione di lavoratore o di ex occupato. Si tratta di un ripensamento, di una nuova progettazione del sistema di welfare che vede da tempo impegnate le Acli che, oggi, nella conferma della loro vocazione internazionale, si proietta a livello europeo, nei giorni simbolo della riunificazione delle due Germanie e, attraverso di esse, delle due Europe. Per Vincenzo Menna, segretario generale della Fai ''occorre proseguire sulla strada dello sviluppo della cittadinanza comune europea, tanto piu' significativa oggi, a fronte degli inciampi di cui soffre la costruzione comunitaria''. Michele Consiglio, vice presidente delle Acli e responsabile della Rete mondiale aclista osserva che il risultato piu' immediato offerto dalla caduta del Muro di Berlino fu la ritrovata liberta' di muoversi in Europa, alla quale ha fatto seguito la crescita dello spazio intracomunitario. Ma ''se oggi le persone si muovono in Europa, per i motivi piu' diversi, dallo studio al lavoro - si chiede -, i diritti che li riguardano, a partire da quelli sociali, come possono essere riconnessi fra loro''. E' il tema dei muri che ritorna.



