(ASCA) - Citta' del Vaticano, 7 nov - ''Senza voler semplificare un processo storico estremamente complesso, ci e' spontaneo ricordare il ruolo dell'elezione e della persona di Giovanni Paolo II, dei suoi viaggi in una Polonia rimasta in larghissima parte fedelmente cattolica e delle loro conseguenze sulle aspirazioni e le domande di liberta' del suo popolo e di quelli vicini''. Lo afferma il portavoce della Santa Sede, p. Federico Lombardi, in un editoriale per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano dedicata ai venti anni della caduta del Muro di Berlino. ''Quando l'anziano Pontefice passava infine sotto la Porta di Brandeburgo - spiega p. Lombardi - non solo la Germania era riunificata, ma l'Europa respirava con i suoi due polmoni, dell'Ovest e dell'Est, e la fede cristiana aveva dimostrato di aver contribuito ancora una volta all'unione e alla civilta' del continente, superando la prova crudele dell'ateismo di Stato. E' bene ricordarlo, quando si insiste a ridurre questa fede nell'ambito strettamente privato''. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ricorda nel suo commento anche chi quel Muro ''cercava di superarlo fuggendo verso la liberta' e rischiava la vita, decine e decine di persone erano morte sotto gli occhi inorriditi dei testimoni di passaggio''. ''Avevamo creduto - prosegue - che il grande carcere protetto da quel muro, e piu' ampiamente dalla 'cortina di ferro', avrebbe resistito ancora per molti anni. Invece le aspirazioni alla liberta' e le debolezze intrinseche nei regimi fondati su un'ideologia nemica di Dio e della persona umana avevano lavorato in profondita' nei popoli dell'Est, preparando un crollo epocale, non accompagnato - fatto fortunato e raro - da grandi versamenti di sangue''. In questi anni, ''purtroppo - conclude p. Lombardi -, si sono edificati e si edificano altri muri. Continueremo a impegnarci attendendo di festeggiare, alla fine, anche la loro inutilita' e il loro abbattimento''.



