Un gruppo legato ad al Qaeda ha rivendicato i due attentati di Baghdad, avvenuti domenica e costati la vita a 155 persone, sollevando nuovamente perplessità sulla sicurezza di un paese che il prossimo gennaio sarà chiamato alle elezioni. Continua a leggere questa notizia
La rivendicazione, datata 26 ottobre, è firmata dal gruppo Stato Islamico in Iraq ed è apparsa su un sito web spesso utilizzato dai militanti per rivendicare questo genere di attacchi.
"I due attentatori suicidi hanno colpito i covi dell'infedeltà e i pilastri dello stato sciita negazionista nella terra del califfato", si legge nel comunicato.
Il comunicato è stato scritto utilizzando il linguaggio e i termini con i quali i militanti arabi sunniti apostrofano la maggioranza sciita che governa l'Iraq dopo l'invasione americana del 2003.
"Tra i bersagli scelti c'era anche il ministero dell'oppressione conosciuto come ministero della Giustizia e l'assemblea provinciale di Baghdad...I nemici capiscono solo il linguaggio della forza", continua il comunicato.
Non è stato possibile, almeno al momento, verificare l'autenticità della rivendicazione.
Lo stesso gruppo ha detto di essere responsabile degli attacchi vicino alle sedi di alcuni ministeri, sempre a Baghdad, costati la vita a 95 persone ad agosto.
Alcuni funzionari iracheni hanno detto che, negli attacchi di domenica, sono stati utilizzati due minibus, nonostante il divieto di circolazione per mezzi pesanti nel centro di Baghdad, uno dei punti più sorvegliati di tutto il paese.
Secondo le immagini aeree registrate da mezzi americani, entrambi gli attacchi sarebbero stati portati a termine da due attentatori suicidi di una zona limitrofa.
E' plausibile che i ribelli tentino di destabilizzare il paese in vista delle elezioni di gennaio, che saranno incentrate soprattutto sui risultati ottenuti dal primo ministro Nuri al-Maliki sul tema della sicurezza e che rappresentano lo snodo cruciale per il progressivo ritiro delle truppe americane dalla zona.



