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Afghanistan, Karzai è presidente, annullato ballottaggio 

La commissione elettorale afghana ha dichiarato oggi Hamid Karzai vincitore delle controverse elezioni presidenziali, dopo avere cancellato il previsto ballottaggio per il ritiro dello sfidante, Abdullah Abdullah. Continua a leggere questa notizia

Il ballottaggio, convocato dopo che il primo turno in agosto è stato segnato da pesanti brogli, si sarebbe dovuto tenere il 7 novembre.

"La commissione elettorale indipendente dichiara l'onorevole Hamid Karzai presidente... perché è stato il vincitore del primo turno e l'unico candidato del secondo turno", ha detto il capo della commissione, Azizullah Ludin in una conferenza stampa.

La decisione, ha aggiunto Ludin, è stata presa per risparmiare al popolo afghano la spesa e il rischio di un'altra elezione, perché uno scrutinio con un candidato unico avrebbe sollevato dubbi circa la legittimità della presidenza.

L'ex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah, si è ritirato dalla competizione domenica scorsa, avanzando perplessità sulla credibilità del processo elettorale.

Il risultato odierno ha per conseguenza che Washington e i suoi alleati - impegnati in una costosa guerra per stabilizzare il paese asiatico - dovranno collaborare con un partner la cui legittimità rischia di essere messa in questione. E lo stesso Karzai deve far fronte a un'opposizione rafforzata.

"Karzai ha perso la sua legittimità, è un presidente molto debole e non può governare senza l'appoggio di Abdullah", ha detto Haroun Mir, un analista politico a Kabul. "La palla è ora di nuovo nelle mani di Abdullah".

LA TELEFONATA DI OBAMA

Da Washington, la Casa Bianca ha dato la sua approvazione alla leadership di Karzai. Ma il presidente Barack Obama ha detto subito dopo di aver parlato con Karzai e di aver fatto pressione per un miglior governo e una più forte lotta alla corruzione dopo un voto "travagliato".

Obama ha anche riferito di aver detto a Karzai che vuole vedere azioni e che controllerà la situazione per garantire che in Afghanistan si facciano progressi.

A Kabul è arrivato intanto oggi per una visita a sorpresa il segretario generale dell'Onu, Ban Ki- moon in un momento in cui si moltiplicano gli sforzi diplomatici per risolvere la lunga crisi politica.

"Continuiamo a stare accanto al popolo afghano nella sua ricerca di pace e prosperità", ha detto Ban ai giornalisti.

La formazione di un governo debole sotto Karzai sarebbe un duro colpo per il presidente Usa Barack Obama, chiamato a decidere se inviare altri 40.000 soldati per combattere l'insurrezione talebana in Afghanistan.

Abdullah ha lasciato la porta aperta per ulteriori consultazioni, ma ha detto di non aver concluso alcun accordo in cambio del suo ritiro.

Il segretario generale dell'Onu ha incontrato sia Karzai che Abdullah e una nota delle Nazioni Unite dichdicee che gli incontri miravano ad "assicurare a loro e al popolo afghano il pieno sostegno dell'Onu".

 

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