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La Corea del Nord ha chiesto oggi colloqui diretti con gli Stati Uniti e lanciato un segnale, finora il più chiaro, di volere tornare al tavolo del negoziato sul disarmo nucleare che aveva boicottato per oltre un anno.
La sortita sui colloqui fa seguito all'insolita visita di un politico nordcoreano negli Stati Uniti, la scorsa settimana, e all'"offensiva di simpatia" da parte dello Stato emarginato dalla comunità internazionale, che per molti analisti è disperatamente in cerca di aiuti economici.
"La conclusione a cui siamo giunti è che le parti dirette, che sono il Nord e gli Stati Uniti, debbano per prima cosa sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione razionale", ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Kcna.
"Ora che abbiamo mostrato generosità nell'illustrare la nostra posizione, che siamo desiderosi di dialogare con gli Stati uniti e partecipare ai colloqui multilaterali a sei, è tempo che gli Usa prendano una decisione".
Lo scorso mese il leader Kim Jong-il ha detto che avrebbe valutato la ripresa dei negoziati con Cina, Giappone, Russia, Corea del Sud e Usa, purché ci fosse anche un filo diretto con Washington.



