di Massimiliano Di Giorgio e Daniel Flynn Continua a leggere questa notizia
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Il nuovo leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani è "operativo, pratico e sveglio" e l'alleanza dell'Italia dei Valori con il Pd è necessaria "oggi per fare resistenza, domani per costruire un'alternativa". Lo ha detto in un'intervista a Reuters l'ex ministro e leader dell'IdV Antonio Di Pietro.
"L'alleanza è sicuramente necessaria e necessitata, lavorerò affinché diventi anche un'alleanza di programma e di alternativa. Oggi è necessario per fermare Berlusconi, domani per creare l'alternativa", ha detto Di Pietro nel corso di un'intervista oggi nel suo studio a Montecitorio.
Un rapporto, quello col Pd, destinato a prolungarsi anche nel dopo-Berlusconi: "Credo che l'Italia abbia bisogno di un sistema politico sano, bipolare, nell'ambito del quale l'Italia dei Valori si collocherà in una coalizione riformista dove concetti e culture liberali e socialiste possano trovare un loro punto di riferimento".
Per l'ex magistrato di Mani Pulite l'offerta di dialogo con la destra da parte di Bersani, considerato meno incline al cosiddetto "anti-berlusconismo", è destinata però all'insuccesso, e il nuovo segretario democratico dovrà prenderne presto atto.
"Quando Bersani prenderà atto anche lui che (il premier Silvio) Berlusconi lo prende in giro come ha fatto finora con tutti coloro con cui ha dialogato, che gli interessano soltanto i suoi fatti privati, non dico che farà anti-berlusconismo, ma necessariamente dovrà opporsi alle politiche e ai provvedimenti di Berlusconi".
Nell'intervista, Di Pietro ha respinto le critiche di chi gli ha chiesto di moderare i toni per far funzionare meglio il lavoro di squadra col Pd: "Non c'è bisogno di moderare i toni per cercare l'alleanza con Bersani".
"Una cosa è il tono e una cosa il contenuto. Il contenuto dei programmi dell'IdV è moderato, bipolare. A livello europeo facciamo parte dell'Alleanza dei liberaldemocratici e dei riformatori europei", ha detto il 59enne ex ministro.
PROBLEMI ALLE REGIONALI?
L'Idv sarà schierato insieme al Pd, alle prossime elezioni regionali della primavera 2010, e non rivendicherà alcuna candidato-presidente, anche se Di Pietro segnala che potrebbero esserci problemi in alcune regioni.
"Ci potrà essere qualche eccezione che conferma la regola perché il Pd si frammenta, ma non è colpa mia. In Puglia, se si candida (il presidente uscente Nichi) Vendola il Pd l'appoggia o si metterà con l'Udc? Non so cosa voglia fare. In Campania, se il Pd si rompe, metà va con (l'attuale presidente Antonio) Bassolino e metà va con (il sindaco di Salerno Vincenzo) De Luca, che devo fare io?".
Nel Lazio, invece, dopo lo scandalo che ha portato alle dimissioni del presidente di centrosinistra Piero Marrazzo, finito in un ricatto per la sua frequentazione di prostitute trans, "riteniamo che il Pd abbia il diritto e il dovere di scegliere un candidato per superare il trauma Marrazzo".
La nuova ipotetica formazione centrista che potrebbe vedere insieme Francesco Rutelli, appena uscito dal Pd, e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini non sembra impensierire Di Pietro, i cui toni verso i due esponenti politici sono comunque più moderati ora che nel recente passato.
"Già c'è un partito centrista, che è l'Udc. Sarà un Udc allargato, se ho capito bene... Lascio agli elettori la scelta se creare un terzo polo o meno. Noi dell'Idv non lavoriamo per costruire un terzo polo, ma per rafforzare il sistema bipolare".
"Non so se alla fine della somma algebrica sono più quelli che andranno o più quelli che verranno nell'Italia dei Valori in quest'operazione post-Rutelli", ha detto il leader nel giorno in cui un esponente di primo piano del suo partito, Pino Pisicchio, ha annunciato che intende seguire l'avventura di Rutelli.
"Oggi c'è stato un gruppo di 22 amministratori ed eletti del Pd che è entrato nell'Idv. Fa parte dell'assestamento politico post-congresso (del Pd), che noi rispettiamo".



