Tornerà, come quella europea, a crescere l'anno prossimo dopo la débacle del 2009 l'economia italiana, il cui punto dolente resta però il "preoccupante" livello della spesa pubblica e del costo per il servizio del debito. Continua a leggere questa notizia
E' il quadro che emerge dalle 'stime d'autunno' della Commissione europea illustrate alla stampa dal responsabile agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia.
Bruxelles ipotizza per l'Italia una caduta del prodotto interno lordo pari a 4,7% quest'anno, seguita da un recupero di 0,7% il prossimo e 1,4% nel 2011.
Il quadro è leggermente migliorativo rispetto alle 'interim forecast' di metà settembre, che prospettavano -5,0% quest'anno e +0,1% il prossimo, e va confrontato con l'attesa di -4,8% e +0,7% della Rpp di fine settembre.
"Se il contenuto indebitamento del settore privato e un sistema finanziario relativamente solido hanno in parte protetto [il paese] dalle turbolenze finanziarie, problemi strutturali profondamente radicati [...] avevano indebolito l'economia ben prima del rallentamento globale" scrive la Commissione.
"Anche quando la ripresa dall'attuale rallentamento comincerà a consolidarsi, debolezze strutturali come l'assai elevato debito pubblico continueranno a pesare sull'economia" aggiunge in un capitoletto dal titolo 'Ritorno a una crescita moderata dopo la crisi'.
A eccezione di quest'anno il confronto rispetto all'intera zona euro è peraltro ampiamente omogeneo: per i sedici dell'unione monetaria Bruxelles indica infatti un -4,0% nel 2009 seguito da +0,7% nel 2010 e +1,5% nel 2011.
In parallelo alla media europea si evidenzia intanto il deciso deterioramento del mercato occupazionale, con un tasso di disoccupazione proiettato a 7,8% quest'anno e 8,7% nel prossimo biennio.
Se in tema di occupati il risultato è leggermente migliore della media l'opposto vale per la dinamica del costo della vita: per l'inflazione armonizzata italiana l'attesa è di 0,8% quest'anno, 1,8% il prossimo e 2,0% nel 2011 contro una media Uem di 0,3%, 1,1% e 1,5% rispettivamente.
PREOCCUPA DEBITO, COSTI NON SOLO ECONOMICI SPESA INTERESSI
In tema di conti pubblici la stima Ue è di un disavanzo pari a 5,3% del Pil quest'anno e il prossimo - 5,3% e 5,0% le indicazioni dell'esecutivo - che si porta a 5,1% nel 2011.
Anche un semplice sguardo alle proiezioni sull'intera zona euro - una media di 6,4% quest'anno seguita da 6,9% il prossimo e 6,5% nel 2011 - evidenzia come i timori della Commissione non possano che convergere invece sulla dinamica del debito.
In Italia "il livello della spesa pubblica è generalmente preoccupante" dice Almunia alla stampa.
L'esecutivo comunitario indica un debito pubblico pari a 114,6% del prodotto interno lordo quest'anno proiettandone un incremento a 116,7% nel 2010 e 117,8% nel 2011, contro un'attesa ufficiale pari a 115,1% nel 2009 e 117,3% nel 2010.
Quanto al costo per il servizio del debito - la spesa per interessi - anche nell'attuale fase di tassi sui minimi storici un valore intorno al 5% del Pil come quello italiano è poi per il commissario "una cifra straordinariamente alta, che non è efficace da un punto di vista né economico né sociale".
Da sempre maglia nera nel campo del debito, secondo le proiezioni comunitarie l'Italia potrebbe già l'anno prossimo essere però superata dalla Grecia, per cui Bruxelles indica un 124,9% nel 2010 e 135,4% nel 2011.
Rimandato infine alla prossima settimana, con la pubblicazione delle singole raccomandazioni della Commissione per la correzione del disavanzo eccessivo, qualsiasi giudizio o commento sull'ipotesi di taglio dell'Irap.



