di Aung Hla Tun Continua a leggere questa notizia
Una delegazione di alti funzionari americani è giunta oggi in Myanmar, la ex Birmania, per quelli che si annunciano come i colloqui condotti ai livelli più alti tra Washington e l'isolata giunta militare negli ultimi 14 anni.
La scelta dell'amministrazione Obama di coinvolgere il regime sembrerebbe diretta a far pressioni perché quelle dell'anno prossimo siano elezioni libere e corrette, nonostante gli analisti rilevino che le vere ragioni di questo riavvicinamento vanno cercate in fattori geopolitici e, soprattutto, nella crescente influenza della Cina.
A guidare la delegazione è il consigliere del Segretario di Stato Kurt Campbell, che incontrerà la giunta nella nuova capitale Naypyidaw, prima di mettersi in viaggio alla volta di Yangon dove avrà un incontro con il Nobel Aung San Suu Kyi, reclusa, e il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia.
Gli Stati Uniti non hanno detto molto di questa due giorni di visita ufficiale, da più parti percepita come un dialogo esplorativo per capire quanto siano sinceri i generali birmani, la cui diffidenza è nota, per quanto riguarda il processo di riforme democratiche.
"Gli Usa vogliono capire se hanno di fronte un partner che voglia dialogare oppure no", ha detto Sean Turnell, analista esperto di Myanmar presso l'australiana Macquarie University.
"Le aperture verso in direzione di più solidi legami con gli Stati Uniti arrivano da ufficiali di seconda fila e Washington sta cercando di capire quanta voglia di impegnarsi abbiano i generali".
Campbell aveva incontrato, a New York, il ministro della Scienza, tecnologia e lavoro di Myanmar, a settembre, dopo che Washington aveva annunciato di volersi impegnare di più per favorire il processo di riforme.
LE SANZIONI RESTANO
Campbell ha respinto le accuse, provenienti dagli oppositori di queste aperture, di voler alleggerire le restrizioni agli scambi e agli investimenti nella ex Birmania, spiegando che il dialogo si sarebbe "aggiunto piuttosto che sostituito alle sanzioni contro il regime".
Una fonte governativa di Naypyidaw ha detto che Campbell, il funzionario americano di più alto rango ad aver visitato il paese dai tempi del viaggio di Madelaine Albright nel 1995, si incontrerà con esponenti del governo e con figure di primo piano della giunta, compreso il Primo ministro Thein Sein.
"Ma probabilmente non incontrerà il comandante generale" ha anticipato la fonte, riferendosi a Than Shwe, il capo supremo della giunta, alla guida del paese dal 17 anni.
I critici del regime sostengono che i militari potrebbero servirsi della visita americana per fini propri, per esempio per dare legittimità alla "road map" di riforme da loro disegnata e per dimostrare alla Cina, da cui dipende la sopravvivenza economica di Myanmar, che non è il solo paese amico su cui la giunta può fare affidamento.
Lo sgarbo di Than Shwe potrebbe essere un indicatore di quanto i generali siano impegnati snelle riforme e dimostrare se l'impegno americano potrà produrre dei risultati.
"Evitando (di incontrare) Campbell il generale supremo dimostra di non essere disposto a scendere a patti. Credo che non abbia molte aspettative nei confronti della nuova amministrazione americana", ha detto un funzionario civile in pensione a Yangon.
Thakhin Chan Tun, un diplomatico non più in servizio, ha aggiunto: "Non è il caso di aspettarsi nessun risultato concreto nell'immediato.. E' Than Shwe quello che decide su tutte le questioni politiche più importanti".
Alcuni analisti suggeriscono che per il deterioramento dei rapporti tra Cina e Myanmar - a causa dell'instabilità e degli incidenti che si sono verificati lungo il confine - i generali potrebbero essere propensi a ridurre la loro dipendenza da Pechino e, allo stesso modo, a rinsaldare i propri legami con India, Russia e i loro alleati del sudest asiatico.
"I rapporti della Birmania con la Cina potrebbero essere stati sovrastimati e (il regime) potrebbe adesso voler dimostrare di essere in grado di andare avanti indipendentemente", spiega Christopher Roberts della University of Canberra.
L'incontro di Campbelll con Suu Kyi, che ha trascorso 14 degli ultimi 20 costretta in qualche forma di detenzione, è previsto per domani. Il mese scorso, la giunta le aveva concesso di incontrare diplomatici occidentali per discutere delle sanzioni che gravano sul paese.



