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GM ha deciso di tenere Opel, salta cessione a Magna 

General Motors ieri sera ha annunciato di aver deciso di mantenere Opel, vanificando mesi di negoziazioni sui termini in base ai quali la controllata tedesca avrebbe dovuto essere ceduta alla canadese Magna. Continua a leggere questa notizia

Il colosso automobilistico Usa ha motivato la decisione con il fatto che il contesto generale dell'industria dell'auto ha mostrato segni di miglioramento.

La mossa pone il rischio di un conflitto con i sindacati europei di Opel e lascia aperti interrogativi su come il colosso Usa finanzierà i suoi piani di procedere da solo ristrutturando Opel.

Secondo la Commissione europea, il nuovo piano di ristrutturazione disegnato da Gm per Opel dovrà basarsi su solidi fondamentali economici.

In un comunicato dell'esecutivo Ue si legge che il progetto dovrà garantire la duratura sostenibilità dell'azienda e l'occupazione dei dipendenti. Qualsiasi aiuto finanziario da parte di un governo europeo, aggiunge Bruxelles, deve inoltre essere confome alla normativa.

Negativa la reazione del governo tedesco, che si era speso per l'operazione Magna, e dei sindacati. Il ministro dell'Economia e il premier dello stato tedesco Nord Reno-Westphalia hanno definito la decisione della casa Usa "inaccettabile".

Juergen Reinholz, ministro dell'Economia della Turingia, uno degli stati tedeschi che ospitano stabilimenti Opel, ha detto che GM ha dato indicazioni che la restituzione del finanziamento ponte tedesco per Opel da 1,5 miliardi di euro avverrà entro fine novembre. GM Europe ha poi confermato che il prestito ponte verrà restituito.

Il leader sindacale di Opel, Klaus Franz, ha spiegato che il passo indietro di GM fa decadere le concessioni sui costi per milioni di euro, che erano stati concordati sulle attese di acquisto di Opel da parte di Magna.

Secondo un funzionario tedesco, la decisione di GM è stata una sorpresa anche per il cancelliere Angela Merkel, a Washington per partecipare a una sessione congiunta del Congresso.

GM Europe ha escluso che si possa arrivare a uno stato di insolvenza per Opel e ha annunciato di prevedere un taglio dei costi fissi del 30%. Non ha invece commentato eventuali chiusure di impianti e riduzioni della forza lavoro.

Fiat, che in passato aveva manifestato un interesse per Opel, oggi a Detroit, a partire dal tardo pomeriggio italiano, presenterà il piano industriale 2010-2014 del gruppo che ora incorpora anche Chrysler, ex GM rilevata dal Lingotto nella primavera di quest'anno.

 

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