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Mentre calano le chance di Massimo D'Alema di essere nominato alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea sono in rialzo quelle del ministro degli Esteri britannico David Miliband.
L'Ue dovrebbe convocare entro il mese un vertice per indicare il capo della sua politica estera, con poteri rafforzati rispetto al passato e un presidente a lungo mandato, come previsto dal Trattato di Lisbona.
"Negli ambienti diplomatici il nome più quotato per quell'incarico è David Miliband", ha detto un diplomatico Ue che ha preferito non essere citato.
La stessa fonte ha spiegato che D'Alema, appoggiato dal governo di Silvio Berlusconi, incontra l'opposizione dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia a causa del suo passato comunista.
"Sarebbe un problema", ha detto il diplomatico ai giornalisti. "Per il primo incarico ad alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea sarebbe meglio avere una persona la cui autorità non possa essere messa in discussione per le passate affiliazioni partitiche".
D'Alema, 60 anni, è esponente del Partito democratico, all'opposizione. Ha preso la tessera del Pci nel 1968 e nel 1979 è entrato nel Comitato centrale. E' stato direttore dell'Unità negli anni Ottanta.
A D'ALEMA MANCA SOSTEGNO CAPI DI STATO
La fonte spiega che l'ex presidente degli Esteri e presidente del Consiglio italiano non è riuscito ad ottenere il sostegno di nessun leader al vertice Ue della scorsa settimana.
"Non ho registrato alcun sostegno per D'Alema all'ultimo consiglio", ha detto ancora la fonte.
Ancora oggi Berlusconi ha ribadito nella riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl che se la candidatura di D'Alema prenderà peso in area socialista, il governo italiano la appoggerà.
"Berlusconi ha detto che D'Alema è una figura eminente del nostro Paese", ha riferito ai giornalisti il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al termine della riunione.
Altri possibili candidati a raccogliere il testimone dallo spagnolo Javier Solana sono il commissario per l'Allargamento Olli Rehn e l'ex ministro degli Esteri austriaco Ursula Plassnik.
Le possibilità di Miliband sono aumentate con il declino della candidatura dell'ex primo ministro britannico Tony Blair all'incarico di presidente.
Miliband, 44 anni, è membro del partito Laburista al governo. Si è speso per un rafforzamento del ruolo internazionale dell'Unione, ma ha detto di non essere disponibile per l'incarico e di non essere un candidato.
Tra i candidati per l'incarico di presidente dell'Unione ci sono il ministro belga Herman Van Rompuy e il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende.
"Abbiamo sentito che [il presidente lituano] Dalia Grybauskaite è stato citato tra i possibili candidati", ha detto il diplomatico. "Anche il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker sarebbe un ottimo candidato. E' quello con maggiore esperienza".
"Sono sempre giochi complicati. Se fai parte del giro da molto tempo rischi di farti dei nemici. Herman Van Rompuy è una faccia nuova e non si è trovato in situazioni conflittuali. A vincere sarà la persona che ha il minor elettorato negativo".
- hanno contribuito Giselda Vagnoni e Valentina Rusconi da Roma
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano



