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Roma, 22 ott. (Adnkronos) - "Quella di Aki e' l'informazione piu' moderata, obiettiva e meno 'irritante', anche sulle notizie irachene". Lo confessa Basim Shafir, deputato del partito sciita Fadhila a margine dell'incontro avuto questa mattina con la stampa al Palazzo dell'Informazione da tre parlamentari di Baghdad, all'interno di un tour nel nostro Paese curato da Ipalmo.
"Quello di Aki e' uno dei miei siti preferiti" ha aggiunto Shafir, che utilizza spesso il portale di Adnkronos International, che dal 2003 trasmette in italiano, inglese e arabo. "I corrispondenti di Aki sono sempre puntuali e informati" aggiunge il deputato curdo Fryad Rwanduzi, a sua volta giornalista e opinionista, che sottolinea come l'informazione irachena oggi abbia bisogno di qualita' per gestire al meglio la fase 'pioneristica' seguita alla caduta del regime di Saddam.
"Nel 2003 - ricorda Rwanduzi - a Baghdad si stampava un solo quotidiano, oggi ce ne sono 37, fra cui due in inglese: senza contare le decine di tv satellitari e radio sorte in questi anni. Tutte senza nessuna forma di censura, a parte qualche forma di auto-censura. Ci siamo ritrovati all'improvviso ad essere un Paese libero e democratico. Ma ora - aggiunge - dobbiamo far crescere giornali di buona qualita' che possano 'formare' l'opinione pubblica".
Inoltre, nel meeting con i vertici di AKI-Adnkronos International, sono stati affrontati tutti i nodi dell'Iraq di oggi: legge elettorale, prospettive economiche, riconciliazione nazionale, nucleare iraniano e interferenza straniere. "Non credo che la scadenza del 30 gennaio 2010 per le prossime elezioni politiche debba essere posticipata" ha affermato il deputato curdo Fryad Rwanduzi, commentando le ipotesi che circolano in questi giorni a Baghdad. "Certo, dobbiamo ancora risolvere numerosi problemi, come la scelta del sistema elettorale, se a liste chiuse o aperte, o l'opzione fra un unico distretto elettorale e quello multi-distretti. C'e' poi il nodo dello status di Kirkuk (citta' rivendicata dai curdi, ndr), ma comunque non ritengo si debba rimandare il voto".
A sei anni dalla caduta del regime di Saddam, un periodo scandito - anche in politica - da lacerazioni confessionali, "gli iracheni non sono felici delle divisioni settarie" ha aggiunto il deputato sciita Shafir. "Le ultime consultazioni locali hanno visto la vittoria di partiti votati per il loro programma e non per l'appartenenza confessionale" ha aggiunto, ricordando che "l'Iraq ha brutte esperienze di lotte settarie, sono parole d'ordine delle quali vogliamo liberarci".
Proprio per favorire la riconciliazione nazionale, secondo Shafir, "anche il governo che nascera' dalle elezioni politiche del 2010 sara' un esecutivo di coalizione". Quanto allo scenario regionale, dominato dalle preoccupazioni per le interferenze e i progetti nucleari del vicino Iran, Rwanduzi ammette che "l'arricchimento dell'uranio iraniano ovviamente ci preoccupa e non ci servono dispute fra Teheran e i Paesi della regione''.
Ma, gli fa eco Sharif, "le interferenze non vengono solo da Teheran: il rimedio e' comunque quello di creare un Paese forte con una vera riconciliazione tra le forze politiche". Per il parlamentare sciita, "il governo di al Maliki sta lanciando messaggi forti" agli Stati della regione, che possono avere "interessi reciproci" nello sviluppo economico dell'Iraq, interessi che a loro volta possono "portare alla pacificazione regionale". Il riferimento e' agli investimenti stranieri, di cui Baghdad ha bisogno per lo sviluppo della propria economica.
Anche se l'attuale Parlamento non e' riuscito a varare una legge sul petrolio, i deputati invitati da Aki si dicono ottimisti, anche per tranquillizzare gli investitori stranieri. "Tutti i contratti petroliferi saranno rispettati", ha assicurato il parlamentare indipendente Habib Jabir, nel rispondere a distanza agli interrogativi che si intrecciano in queste ore in merito al futuro delle concessioni assegnate agli operatori internazionali (fra cui l'Eni, che e' a capo del consorzio che si e' aggiudicata la licenza per il giacimento di Zubair). "Il prossimo governo ha comunque l'autorita' di portare avanti questi contratti - ha aggiunto il deputato curdo Fryad Rwanduzi - non c'e' modo di cancellarli, a meno che non ci sia una decisione in merito del prossimo Parlamento". "Il prossimo governo ha comunque l'autorita' di portare avanti questi contratti - ha aggiunto il deputato curdo - non c'e' modo di cancellarli, a meno che non ci sia una decisione in merito del prossimo Parlamento".
Nel corso dell'incontro, l'indipendente Jabir e gli altri due deputati hanno commentato le prospettive nel settore, anche in vista delle prossime elezioni politiche del 2010, che daranno vita a un nuovo Parlamento. Jabir ha sottolineato come, grazie anche ai nuovi incentivi agli investimenti stranieri, la produzione petrolifera del Paese potrebbe "arrivare entro 6 anni a quota 6/7 milioni di barili di greggio al giorno, con la prospettiva di arrivare fino a 10/12 milioni, il che renderebbe l'Iraq primo produttore mondiale, davanti all'Arabia Saudita.
Ad ogni modo, "siamo ancora nella prima fase della costruzione del nuovo Iraq" ha concluso il deputato curdo Rwanduzi, che fa parte, assieme ad altri parlamentari, del Dialogo Nazionale di Riconciliazione, un processo monitorato da vicino dalla Farnesina e dall'Ipalmo. Come spiega Antonella Palermo, studiosa che per conto dell'Istituto segue il progetto, "si registrano i primi risultati positivi, con una attenzione particolare al tema della riconciliazione politica, ma anche alle altre problematiche come il dialogo centro-periferia, il 'power sharing' e il dialogo con gli ex baathisti".



