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Roma, 30 ott. (Adnkronos) - La 'settimana bianca', i sette giorni di stop al mese durante i quali i deputati possono dedicarsi al territorio, inaugurata dal presidente della Camera Gianfranco Fini in questa legislatura, mette in crisi la tazzina di caffè, il prodotto di gran lunga più richiesto alla buvette di Montecitorio: dalle 1.800 tazzine quotidiane servite nei giorni più 'caldi' dell'attività parlamentare, dal martedì al giovedì, si scende drasticamente a 150-200 espressi, consumati da funzionari e giornalisti, i soli 'inquilini' del palazzo in questi giorni di pausa dei lavori parlamentari. Brusca discesa dei consumi anche per panini e tramezzini: dai 300 dei giorni lavorativi più intensi, infatti, si scende a 50-60.
Stop ai lavori di Montecitorio, quindi, fino al prossimo 9 novembre, non senza qualche sottolineatura critica come quella dell'Italia dei valori. 'L'Italia va a rotoli, i cittadini non arrivano alla fine del mese - sottolinea Antonio Di Pietro - e la Camera cosa fa? Chiude i battenti per una settimana, invece di cominciare l'esame della legge di bilancio''.
Eppure, la 'settimana bianca' (dal colore scelto per i giorni senza lavori nei calendarietti di colore azzurro scuro dei lavori parlamentari distribuiti ai deputati ogni 3 mesi), era stata varata lo scorso settembre da Fini per "garantire un livello di attività della Camera superiore a quello delle precedenti legislature", concentrando i lavori su 3 settimane. I sette giorni di stop, in realtà, avevano debuttato a marzo. Poi la settimana bianca era coincisa prima con le ferie pasquali e successivamente con le elezioni per il Parlamento europeo. Ma lo stop ha un'ulteriore motivazione. "Una delle ragioni per le quali non è possibile calendarizzare in aula progetti di legge di iniziativa parlamentare deriva dal fatto che questi non possono essere licenziati dalle commissioni per mancanza di copertura finanziaria'', ha spiegato Fini.



