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Firenze, 31 ott. - (Adnkronos) - ''Il ritrovamento della immagine riflessa nella caraffa di vino del Bacco degli Uffizi (la testa di un personaggio, verosimilmente l'autoritratto dell'artista), gia' resa nota da Marangoni nel 1922 e successivamente piu' volte discussa dalla critica, non e' una novita', come riportato dalla stampa dopo la comunicazione fattane da Art Test''. Lo affermano Cecilia Frosinini e Roberto Bellucci, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il ritrovamento diagnostico, spiegano, era gia' stato documentato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze grazie alla innovativa strumentazione ottica (scanner Multi Nir) messa a disposizione dall'Istituto Nazionale di Ottica Applicata-Cnr di Firenze nell'ambito di un progetto congiunto, avviato nel 2006 e finalizzato alla ricerca dell'underdrawing di Caravaggio.
L'immagine e la relativa documentazione, proseguono i due studiosi, sono state presentate al Convegno ''Studying Old Master Paintings-Technology and Practice. The National Gallery Technical Bulletin 30th Anniversary Conference'', un consesso internazionale che riuniva gli esperti dei laboratori di restauro piu' importanti del mondo, tenutosi alla National Gallery di Londra dal 16 al 19 settembre 2009, i cui atti sono in corso di stampa.
La conferenza presentata a Londra, Caravaggio's underdrawing: A ''Quest for the Grail'? , da Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci (Opificio delle Pietre Dure) e Luca Pezzati (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) verteva su una piu' ampia serie di scoperte relative alla tecnica artistica di Caravaggio e in particolare al rinvenimento di vari esempi di underdrawing, di cui la presentazione della testina riflessa (peraltro parzialmente visibile anche ad occhio nudo) era solo un dettaglio curioso. (segue)



