Roma, 31 ott. - (Adnkronos) - Coreografo e regista, uomo di teatro a tutto tondo tra i piu' richiesti e discussi al mondo, disegnatore, scultore, performer, scrittore: Jan Fabre torna a Romaeuropa dopo Das Glas im Kopf wird vom Glas (1987) e As long as the world needs a warrior's soul (2001). Un vero e proprio focus con la mostra Le temps emprunte', al Museo Carlo Bilotti dal 28 ottobre al 14 febbraio 2010 corealizzata con il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali, e la sua ultima creazione teatrale Orgy of tolerance, al Teatro Olimpico il 4 e 5 novembre, e l'8 novembre a Fonderia Limone Moncalieri (Torino). Una surreale e sarcastica visione della nostra eta' del post-capitalismo, baccanale di immagini schiaffeggianti per mettere alla berlina le sbandierate liberta' e i vizi malcelati.
L'artista belga e la sua compagnia teatrale Troubleyn si attestano da anni sulla sponda piu' immaginifica e radicale della scena contemporanea europea, e per Orgy hanno dissotterrato un'annosa e scomoda domanda: liberta' e tolleranza sono funzionali alle societa' occidentali basate sul consumo inconsulto delle merci? Un'accusa rimbalzata dalle opere di Herbert Marcuse a quelle di Pier Paolo Pasolini, ma stavolta funzionalizzata da Fabre per lanciare il suo sguardo nell'era del post-consumismo. Il punto di osservazione e' il divano di casa, un oggetto d'arredamento ma anche un luogo domestico intimo dove le persone si sentono al sicuro e dove invece subiscono l'assalto dell'esterno dagli schermi della televisione e dai monitor dei computer.



