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Facebook, cybersex e gioco online: nasce a Roma il centro per curare gli 'schiavi' del web

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Roma, 2 nov. (Ign) - Controllate ossessivamente la bacheca di Facebook? Vi peggiora l'umore se nessuno vi lascia un messaggio? Si tratta di disturbi del comportamento ossessivo verso il web e da oggi è possibile curare quella che si può definire una dipendenza patologica da internet. È questo l’obiettivo che si propone l’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder (IAD) che inizia l’attività oggi al Day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma.

Questa 'patologia' è in aumento soprattutto nei giovani. Basti pensare che Facebook, il più famoso social network, ha 60 milioni di iscritti al mondo e si stima che circa il 10% degli utenti diventarne dipendente. “Si distinguono 5 sottotipi di dipendenti da internet - spiega il coordinatore del centro, lo psichiatra Federico Tonioni - il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia); il cyber-relational addiction (social network); il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio online); l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni); il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali o di ruolo).

Nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha definito il concetto di Internet Addiction Disorder attraverso alcuni sintomi, tra cui il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore online; la riduzione di interesse per altre attività; lo nascita di ansia e depressione se diminuisce l’uso del web; la necessità di accedere alla rete con sempre più frequenza.

Diventa patologia quando aumentano le ore di collegamento e diminuisce il tempo da dedicare alle persone care; cui si aggiungono problemi fisici di varia natura come il mal di schiena, l’affaticamento oculare, la sindrome del tunnel carpale. “L’utilizzo patologico di internet provoca sintomi fisici molto simili a quelli manifestati da tossicomani in crisi di astinenza. Grazie a questo nuovo ambulatorio – spiega il coordinatore, lo psichiatra Federico Tonioni – potremo garantire ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet”.

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