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Influenza a: la psicologa, cresce la paura e aumentano fobie e ossessioni

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Roma, 2 nov. (Adnkronos Salute) - Cresce la paura dell'H1N1, e molti italiani reagiscono mettendo in atto comportamenti ossessivi. Su 2.000 persone intervistate in questi giorni online, la metà ha risposto di avere paura dell'influenza A. Chi ha detto di no, poi, spesso sta chiudendo gli occhi di fronte al timore e sta mettendo in atto allo stesso tempo comportamenti fobico-ossessivi, alimentati proprio dalla paura della nuova influenza. Sono i risultati di un sondaggio appena conclusosi sul sito www.eurodap.it, lo spazio web dell'Associazione europea disturbi da attacchi di panico.

"Il 50% delle persone che hanno partecipato al sondaggio, infatti - spiega Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap - ha detto di non aver paura della nuova influenza, ma dall'analisi completa delle risposte che ha dato è chiarissimo che, pur inconsapevolmente, queste persone stanno mettendo in atto comportamenti di controllo, nell'illusione di poter gestire l'ansia che la paura dell'epidemia influenzale sta alimentando".

Comportamenti come chiamare il medico per poche linee di febbre quando prima non lo si faceva mai, o andare spesso su Internet per raccogliere le ultime notizie sulla nuova influenza, per esempio, testimoniano uno stato "non tranquillo, tipico di un individuo che sta assumendo questi atteggiamenti perchè spaventato. La paura suggerisce anche atteggiamenti distruttivi nell'illusione di proteggerci dal pericolo - afferma l'esperta, che dirige l'Unità italiana attacchi di panico, presso la clinica Paideia di Roma - e può indurre a comportamenti ossessivi come la ricerca estrema dell'igiene, l'evitare posti affollati. Comportamenti che in forma di prevenzione vari esperti stanno consigliando di adottare, ma che in soggetti fortemente ansiosi possono acquisire una forma fobica-ossessiva".

Insomma, tanti uomini e donne, allarmati dalle notizie, "sono ossessionati dalla paura di stringere la mano a qualcun altro, di frequentare esercizi pubblici per dover toccare oggetti o persone che possano in qualche modo essere veicoli del virus. Mettono in atto - dice la Vinciguerra - comportamenti ossessivi per proteggersi. Così si chiudono sempre più in se stessi cambiando le loro abitudini di vita".

Limitano le frequentazioni di luoghi affollati, mezzi pubblici, cinema, centri commerciali, palestre, ma riducono anche gli "incontri con amici, parenti. E tutto ciò genera un alto grado di stress con conseguenti disagi sia da un punto di vista organico sia psicologico", spiega l'esperta.

Secondo la Vinciguerra "l'atteggiamento da assumere deve essere diverso: la prima cosa che dobbiamo combattere è questo convincimento mentale di essere in pericolo, ricordando che quello che ci protegge dalle malattie sono le nostre difese immunitarie, che sono tanto più alte quanto più siamo sereni. Sicuramente dobbiamo seguire i comportamenti suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità e dai medici, ma ossessivizzarli - conclude - non ci proteggerà di più. Deteriorerà unicamente la nostra qualità di vita".

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