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Sanita': Sit-In Al Ministero Contro Malasanita', Al Via Sciopero Fame

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Roma, 2 nov. (Adnkronos Salute) - Sit-in di fronte alla sede del ministero della Salute dell'associazione 'Aiutogiustizia'. I manifestanti, sopraggiunti in poche decine, chiedono che venga fatta giustizia contro i casi di malasanità. Si tratta per lo più di persone che in sala operatoria o in corsia hanno perso un figlio. Non a caso ognuno porta ritratta sulla felpa bianca una foto, chi di un giovane chi di un bambino.

Come la madre di Mario Morasco, morto al Don Bosco di Napoli a 16 anni in seguito a una frattura alla gamba. Da allora sono passati 13 anni, ma la mamma di Mario non si dà per vinta. "Il processo è finito in prescrizione - spiega la donna all'ADNKRONOS SALUTE - e i responsabili della morte di mio figlio sono ancora lì ad operare e a fare indisturbati il loro lavoro. Noi chiediamo giustizia, perché sono troppi i camici bianchi che alla fine restano impuniti".

Per far sentire il loro disagio, i manifestanti inizieranno lo sciopero della fame questo pomeriggio, "perché il viceministro Ferruccio Fazio - spiega Paolo Pandolfi, che in ospedale ha perso il figlio di appena due anni - non ci ha ricevuti, e stamani ci hanno ripetuto le stesse cose che ci avevano detto due anni fa e che non hanno portato a nulla". Ma i manifestanti puntano il dito non solo contro il ministero della Salute, ma anche contro il dicastero della Giustizia. "Abbiamo mandato le nostre richieste al guardasigilli Angelino Alfano nel giugno del 2008 - afferma Pandolfi, che è a capo dell'associazione - e non abbiamo ottenuto risposte. Ci siamo rivolti sia a questo che al precedente Governo, ma tra destra e sinistra non c'è alcuna differenza: i cittadini restano inascoltati e le loro richieste evase".

L'associazione 'Aiutogiustizia', in particolare, chiede che le sale operatorie vengano munite di supporti per registrazioni audio e video; che i medici indagati vengano sollevati dall'incarico fino all'esito del processo; che venga istituito un pool di magistrati e consulenti tecnici dei Ris dell'Arma dei carabinieri che si occupi solo dei casi di malasanità, "per rompere il corporativismo che penalizza le vittime tutelando i medici - accusa Pandolfi - e per snellire le procedure per garantire una giustizia in tempi brevi sia ai familiari che ha medici".

Intanto il sit-in al ministero prosegue, e i manifestanti non hanno alcuna intenzione di sgomberare. "Saremo qui anche domani - garantisce Pandolfi - mercoledì, giovedì e venerdì, finché il viceministro non ci riceverà. Oggi inizieremo lo sciopero della fame, visto che la nostra voce da troppo tempo ormai resta inascoltata. Ma noi siamo decisi a non arretrare di un passo, perché in quegli ospedali noi abbiamo perso non solo la vita dei nostri figli, ma anche la nostra. Ormai non abbiamo più nulla da perdere".

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