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Genetica: Nature, Scienziati Perplessi Su Sconto Pena Per Via Del Dna

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Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) - Scienziati e genetisti perplessi sul caso del primo sconto di pena per 'motivi genetici', verificatosi in Italia. La vicenda del cittadino algerino Abdelmalek Bayout, che nei giorni scorsi la Corte d'appello di Trieste ha ritenuto "vulnerabile geneticamente" (riducendo la durata della condanna per aver ucciso a coltellate il colombiano Walter Felipe Novoa Perez), è arrivata sulle pagine di 'Nature' news online.

Attraverso un'indagine cromosomica, ricorda 'Nature', un team di genetisti e neurscienziati ha scoperto che l'uomo era portatore di un corredo genetico che lo renderebbe "particolarmente aggressivo nelle situazioni stressanti". Ma secondo alcuni noti scienziati internazionali contattati dalla celebre rivista, fra cui l'italiano Giuseppe Novelli, perito forense nonché genetista dell'Università di Roma Tor Vergata, ci sono ancora troppi vuoti da colmare prima di attribuire al Dna la responsabilità di un atto criminoso. "Non sappiamo come funzioni l'intero genoma - spiega Novelli - e non conosciamo i possibili "effetti protettivi di altri geni".

Insomma, test come quello cui è stato sottoposto l'algerino "sarebbero costosi e inutili". E la collega Terrie Moffitt del King's College di Londra, che nel 2002 aveva scoperto il legame tra bassi livelli di uno dei geni 'nel mirino' e l'aggressività, testimonia come queste caratteristiche varino molto tra diversi gruppi etnici. In una ricerca successiva la Moffitt ha visto che la caratteristica genetica chiamata in causa per l'algerino aveva un ruolo solo nei soggetti bianchi. "Dunque se Bayout ha nel suo albero genealogico degli avi africani si potrebbe aprire una questione su come il genotipo possa relazionarsi con i comportamenti personali", dice la Moffitt.

Il punto, secondo Nita Farahany della Vanderbilt University di Nashville, specialista questioni etiche e legali legate alla genetica, è un altro. "Qui non si tratta ancora di genetica comportamentale. Non possiamo spiegare i singoli comportamenti - sostiene - ma solo vaste statistiche di popolazione". Insomma, la ricerca è ancora all'inizio.

E non è tutto. "Il 90% degli omicidi è commesso da persone con il cromosoma Y, dunque uomini. Dovremmo per questo comminare una pena più breve ai maschi?", si chiede Steve Jones, un genetista britannico dell'University College di Londra.

"Oltre tutto io ho una bassa attività del gene che codifica il Maoa", uno dei cinque geni collegati ai comportamenti violenti in Bayout, "ma - conclude - non vado in giro ad aggredire le persone".

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