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Milano, 4 nov. (Adnkronos/Ign) - Non doversi procedere per Nicolò Pollari e per Marco Mancini a causa del segreto di Stato. E' questo il verdetto emesso dal giudice monocratico Oscar Magi al termine del processo celebrato a Milano sul sequestro di Abu Omar.
Nella sentenza il giudice dichiara il ''non doversi procedere nei confronti di Nicolò Pollari, Marco Mancini, Giuseppe Ciorra, Raffaele Di Troia, Luciano Di Gregorio, in relazione al reato loro rispettivamente ascritto (concorso nel rapimento, ndr), perché l'azione penale, per quanto legittimamente iniziata, non può essere proseguita per esistenza del segreto di Stato, opposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri, e confermato con la sentenza della Corte Costituzionale del 2009''.
Il giudice ha emesso condanne per gli agenti Cia a 5 anni di reclusione, mentre a Bob Teldon Lady il giudice ha decretato una pena di 8 anni. Condannati anche, per favoreggiamento, Luciano Seno e Pio Pompa a 3 anni di reclusione. Immunità consolare, infine, per l'ex capo della Cia in Italia Jeff Castelli.
''Se il segreto di Stato fosse stato svelato dagli organi preposti, sarei risultato non solo innocente ma anche contrario a qualsiasi azione illegale'' ha detto Pollari al telefono con i suoi difensori. Ai suoi legali l'ex direttore del Sismi è apparso molto emozionato ma determinato a ribadire, questa sera come dal primo giorno, la sua innocenza.
''Questa sentenza dimostra la veridicità dell'assunto più volte espresso dal generale Pollari, secondo cui il segreto di Stato ha impedito di dimostrare la sua totale estraneità ai fatti'' ha commentato uno dei difensori dell'ex direttore del Sismi, Nicola Madia. ''E' una sentenza - aggiunge il legale - che ci soddisfa, in quanto ha evitato che un fedele servitore dello Stato fosse sacrificato sull'altare di questo processo, nonostante il suo impedimento a difendersi a causa del segreto di Stato''.
Mentre per il procuratore aggiunto Armando Spataro, che in sede di replica è tornato a ribadire le accuse e le richieste di condanna, la sentenza emessa questa sera ''dimostra che la nostra azione è stata legittimamente promossa''. Fuori dall'aula Spataro ha dichiarato di ''rispettare la decisione del giudice'' ed ha riconosciuto come quello appena concluso sia stato ''un dibattimento difficile condotto con grande professionalità da parte del giudice monocratico Oscar Magi''. ''Mi pare molto importante per tutti - ha poi sottolineato - che questo processo sia stato portato a termine. La verità dei fatti è quella ricostruita dalla Digos e dalla procura di Milano nel corso delle indagini. Sono stati condannati tutti gli autori americani del sequestro di Abu Omar, e questo lo dimostra. Quanto agli ex funzionari del Sismi, la sentenza dimostra che c'erano gli elementi per incriminarli''. Il magistrato ha detto di voler attendere le motivazioni prima di decidere se vi è la possibilità di presentare appello per gli imputati italiani.
"Pollari e Mancini non hanno assicurato la sicurezza in Italia ma, con il loro comportamento, l'hanno compromessa" ha rimarcato oggi Spataro replicando per circa due ore alle conclusioni difensive degli avvocati. In particolare, il pm ha negato di aver aggirato la sentenza della Corte Costituzionale sul segreto di Stato rivendicando, invece, quello che a suo giudizio era "un dovere e un diritto di interpretazione". Dopo le controrepliche delle difese, il giudice monocratico Oscar Magi si è ritirato in camera di consiglio per emettere la sentenza.
Oscar Magi ha voluto ringraziare le parti ''e non come atto solo formale''. ''Questo è stato un processo molto difficile - ha detto il giudice - e il solo fatto di averlo potuto celebrare e portare a termine motiva un ringraziamento a tutti''. In particolare il giudice si è rivolto ai difensori degli agenti Cia, ''agli avvocati di fiducia e d'ufficio degli imputati latitanti, per la loro presenza costante e attenta in aula. Un comportamento che difficilmente si riscontra nei processi''.



