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Roma, 4 nov. (Adnkronos/Ign) - Sul tema delle risorse per la sicurezza "ci sarà battaglia forte in Parlamento" e la Lega del ministro dell'Interno Roberto Maroni potrebbe anche votare in favore di proposte dell'opposizione volte ad aumentare gli stanziamenti per le forze di polizia. E' stato lo stesso Maroni a sottolinearlo nel corso di un intervento al convegno di Sp (Sindacato polizia). "Lo dico per me e per la mia parte politica. Sui fondi credo che ci sia da fare una battaglia forte in Parlamento: sosterremo proposte dell'opposizione per dare più soldi alle forze di polizia - ha sottolineato il ministro - e voteremo contro proposte che giungano da ambiti governativi volte a ridurre le risorse perché su questi temi non ci sono vincoli di maggioranza".
Quindi ha annunciato di aver presentato al governo "le richieste per la sicurezza nel 2010. Sono richieste inderogabili e irrinunciabili che prevedono lo stanziamento di 1 miliardo e 100 milioni in più rispetto alle risorse che già abbiamo. La sicurezza - ha osservato il responsabile del Viminale - deve essere al punto numero uno nell'agenda di governo". Quanto alle ronde, replicando agli attacchi dell'opposizione, Maroni ritiene opportuno "aspettare prima di dare sentenze anticipate o parlare di flop'' e ricorda che "le norme prevedono un periodo transitorio di sei mesi".
Le dichiarazioni del ministro sembrano destinate a creare scompiglio nella maggioranza anche se il Viminale si è affrettato a precisare che non c'è un ''caso''. All'interno della maggioranza a far discutere è anche un modello di forze di polizia unificato sotto un'unica guida, che non trova tutti d'accordo ma al quale Maroni si è detto favorevole.
Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle sue affermazioni in merito alle risorse per la sicurezza, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha replicato: ''Maroni l'ho allevato io quando era un ragazzino. Farà quello che dice la Lega''. E a chi domandava se il Carroccio è pronto a votare con l'opposizione, il Senatur ha risposto: ''La Lega mantiene la parola. Abbiamo fatto le elezioni con Berlusconi''. Quanto ai fondi per la sicurezza, la posizione di Bossi è netta: ''Tratteremo con il ministro, il ministro si chiama Giulio Tremonti''.
''Disagio'' per le dichiarazioni di Maroni ha espresso Sandro Bondi. "Stimo grandemente Roberto Maroni e lo considero uno dei migliori ministri di questo governo - dice all'Adnkronos il ministro dei Beni Culturali e coordinatore del Pdl - le sue ultime dichiarazioni tuttavia suscitano in me, sia come ministro che come coordinatore del Pdl, un misto di disagio e di incomprensione, pur ritenendo condivisibili le sue preoccupazioni che però devono trovare innanzitutto nella collegialità della maggioranza garantita dal presidente del Consiglio una più alta rappresentazione".
Soddisfatto invece Ignazio La Russa. "Sono contento che anche il ministro Maroni, come sostengo io da tempo - osserva il titolare della Difesa - oggi abbia sottolineato la necessità di destinare maggiori risorse al comparto sicurezza, che ovviamente comprende, oltre alle Forze di Polizia, anche le Forze Armate".
''Se c'è da dare più risorse a legalità e battere i pugni, siamo tutti in prima fila da tempo'' rimarca anche il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. E al titolare del Viminale che ha ''ragione da vendere'' plaude pure Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo. "Non abbiamo paura di dirlo. Anzi, lo diciamo con tutta la chiarezza che può servire alla causa - scrive il direttore Filippo Rossi - ha ragione il leghista Roberto Maroni''.
Fonti del ministero dell'Interno precisano tuttavia che tra Bossi e Maroni non c'è ''nessun problema'', che il responsabile del Viminale e il ministro per le Riforme ''si sono già sentiti'' al telefono e che ''non c'è alcun 'caso' sul tema della sicurezza. Il senso delle dichiarazioni del ministro - viene rilevato - è da intendere come una sollecitazione al governo ad utilizzare ogni strumento utile per rispondere alle esigenze delle forze di polizia, nella consapevolezza che la sicurezza non può essere un argomento di parte ma è invece un bene che appartiene a tutte le forze politiche e a tutta la società''.
Intanto, alle affermazioni di Maroni non si è fatta attendere la replica l'opposizione. ''Dopo mesi passati a negare i tagli alla sicurezza - commenta Gianclaudio Bressa, vicepresidente dei deputati del Pd - il ministro Maroni si accorge improvvisamente delle proteste dei poliziotti e si dichiara disponibile a votare con l'opposizione per concedere nuovi finanziamenti alle forze dell'ordine. Non ci bastano le parole e le affermazioni di buona volontà. Lo aspettiamo alla prova dei fatti''. E per Marco Minniti, del Pd, ''il primo e decisivo banco di prova è la legge finanziaria in discussione al Senato. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ci aspettiamo serietà e coerenza''.
Sulla stessa linea Anna Finocchiaro che afferma a chiare lettere: "Al ministro Maroni e adesso anche a Bossi dico: Lega e Pdl votino i nostri emendamenti alla Finanziaria per dare subito più risorse alle Forze di Polizia e garantire davvero, e non a parole ma con i fatti, più sicurezza nelle nostre città''.
A chiedere al ministro dell'Interno di passare ''dalle parole ai fatti'' è anche Antonio Di Pietro. ''Questo governo - accusa il leader di Idv - ha finora completamente disatteso le promesse di maggiore sicurezza fatte ai cittadini durante la campagna elettorale''.



