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Il Consumatore Diventa Virtuoso, Gli Italiani Sono Più Attenti Alla Qualità e All'Ambiente

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Roma, 4 nov. (Adnkronos/Ign) - Gli italiani spendono ''meno'' e ''meglio''. Sono più attenti alla qualità e spesso si affidano a Internet per gli acquisti. A tracciare lo scenario del nuovo modo di consumare nel nostro Paese è l'Osservatorio sui consumi degli italiani con l'indagine annuale di Consumers' Forum, l'associazione che riunisce le maggiori associazioni dei consumatori e grandi aziende italiane.

Il consumatore italiano sta cambiando abitudini e sta diventando più competente. Il 79,7%, infatti, spende meno e spende meglio, chiedendo alle aziende più qualità. Insomma, dall'equazione "più consumi = più felicità" si è passati invece a "meno consumo più vivo meglio" . L'indagine, curata da Giampaolo Fabris e Ipsos è stata presentata questa mattina a Roma nel corso del decennale di Consumers' Forum.

"I consumatori -ha detto il presidente di Consumers' Forum, Sergio Veroli- sono diventati più esperti, chiedono alle aziende più qualità e alle associazioni che li rappresentano più presenza". "Il nuovo consumatore -ha detto ancora Veroli aprendo il convegno per celebrare il decennale dell'associazione- è per necessità più attento a non sprecare, al rapporto prezzo-qualità e più responsabile verso l'ambiente". "In altri termini, -ha sottolineato Veroli- si può definire un consumatore virtuoso".

Condotta su un campione rappresentativo di 1000 casi, l'indagine Ipsos-Episteme conferma che c'è più fiducia nel futuro e voglia di tornare a spendere con meno preoccupazione. Preoccupato, infatti, si dice il 53% degli italiani, rispetto al 67% rilevato nell'indagine 2008.

Secondo l'indagine presentata da Comsumers' Forum, inoltre, ancora molto attento al prezzo è il 47% dei consumatori che però si è anche "vaccinato agli sconti e alle promozioni e chiede alle aziende -sottolinea l'indagine- di tornare a investire in innovazione e qualità, aspetti trascurati a fronte della guerra dei prezzi". Dunque, a differenza del passato, oggi è il "buon senso" a guidare gli acquisti, il portafoglio diventa uno strumento per esprimere consenso verso quelle aziende guidate dall'etica e prediligere le marche rispettose dell'ambiente (63% contro il 58% del 2008). Insomma, sottolinea l'indagine, nasce un genere di consumatore più consapevole e responsabile, che invoca il rallentamento del consumo, ritiene che le confezioni dei prodotti debbano essere ridotte perché inquinano (73%), che occorrano etichette con più informazioni utili (70,4%), che si debba protestare per ottenere il rispetto dei diritti (64,3%) e chiede alle associazioni dei consumatori di essere più presenti ed incisive (56,5%). Ma non solo. Secondo la ricerca, diventa grande protagonista, in termini di incremento del consenso, la difesa del territorio. Così a dire no agli Ogm sono ormai il 75,6% degli intervistati che invece sono favorevoli (92,4%) ai prodotti che non implicano un rapporto "predatorio" con la terra; in aumento il consumo di prodotti biologici (+10% rispetto al 2008) e la richiesta di prodotti duraturi.

E ancora. L'indagine, inoltre, rileva anche che il nuovo consumatore ritiene che etica e responsabilità sociale siano parte integrante del concetto di qualità e che le aziende dovrebbero comportarsi eticamente lungo tutta la filiera. L'84,8% del campione ritiene che sia un dovere non acquistare un prodotto o una marca non etica e il 90% ritiene che si vivrebbe meglio se tutti fossero informati sulle marche che acquistano. "Determinante per la nascita di questa nuova generazione di consumatori -ha spiegato Giampaolo Fabris- è stata la rete Internet". "Oggi possiamo, in tempo reale, -ha detto Fabris- confrontare prodotti, prezzi, qualità e le opinioni degli altri consumatori nei confronti di un bene o di un servizio sul mercato".

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