Roma, 7 nov. (Adnkronos) - In occasione di una puntata del Maurizio Costanzo Show molto centrata sulla sensualita', sul sesso, sui trans e altre sfaccettature del comportamento umano, anche l'arte dei sensi approda nella trasmissione di Canale 5. Nella puntata in onda domani il critico Luca Faccenda - direttore artistico della National Gallery Firenze presieduta da Marco Parri - nel corso della rubrica culturale parlera' di tre pregiate opere indiane molto sensuali: due sofisticati pannelli in teak e un frammento di danzatrice finemente scolpito a tutto tondo in scisto grigio. Per i primi, si tratta di una straordinaria coppia di pannelli scolpiti ad altorilievo e magistralmente traforati fin quasi ad ottenere un effetto a tutto tondo.
Il pesantissimo legno di teak usato per la rappresentazione assume qui una speciale leggerezza dovuta alla bravura dell'ignoto autore che ha saputo donare agli dei, alle ninfe e agli animali ritratti nell'opera un tale garbo nella movenza e nella composizione da creare l'idea della danza nel suo culmine. In un pannello si riconosce Krishna che suona il flauto accanto a dei rami, dei pappagalli e alcuni uccelli del paradiso. Sotto i piedi del dio giace la divinita' generatrice del fiume sacro Ganga, di cui Krishna e' il grande protettore. Nel secondo pannello e' ritratta la dolce Saraswati, la dea che presiede all'insegnamento e alla conoscenza: ai suoi piedi c'e' un pavone maschio, simbolo di nobilta'.
La pregano i bimbi che imparano a leggere e a scrivere. Passando alla scultura femminile, la disarticolazione forzata dell'anca rispetto alla linea delle spalle o ''tribhanga'', la flessione della figura femminile, molto simile a una esse maiuscola, veniva accentuata dagli artisti indu' per conferire il massimo di mobilita' e allo stesso tempo di seduzione alla staticita' della pietra. Finissima l'acconciatura, tipica dell'India del centro-sud, area del Khajuraho, cosi' come la descrizione dei gioielli. Questa e' la danzatrice dell'amore che balla sui fiori di loto: ovvero il fiore dell'oblio.



