Roma, 7 nov. - (Adnkronos Salute) - Un'occhiata all'orologio per 'tradurre' il pianto del piccolo di casa. E' il suggerimento del pediatra Italo Farnetani ai genitori, in particolare alle mamme per capire al volo di cosa ha bisogno il bebe' e cosa cerca di comunicare con i suoi strepiti. "Nel bambino, durante il primo anno, ma soprattutto nei primi sei mesi di vita - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - il pianto equivale al linguaggio ed e' percio' un modo di comunicare e dialogare con l'ambiente esterno, soprattutto con i genitori e, in particolare la madre. E' come l'abbaiare del cane o il miagolio del gatto quando vogliono chiedere qualcosa al padrone. Per i bimbi piccoli il pianto ha lo stesso significato: e' il loro linguaggio, non un modo per fare i capricci".



