(AGI) - Roma, 29 ott. - Osama bin Laden "e' ancora vivo" e la rete di al Qaeda e' "fluida" e ben radicata in Europa e anche in Italia. Ad affermarlo e' un ex terrorista dell'organizzazione di bin Laden che tento' di assassinare nel 1991 a Roma l'ultimo re afghano Mohamad Zahir Shah. "Qualsiasi persona che si senta oggi di combattere contro l'oppressione e la tirannia nei Paesi musulmani e' di al Qaeda", ha spiegato Paulo Almeida che entro' nell'organizzazione alla fine degli anni '80. Quando nacque al Qaeda "eravamo circa 2 mila mujaheddin, ora invece sono molte migliaia in piu'", ha raccontato, poiche' "non e' piu' una rete sistematica". "Oggi si forma un gruppetto di tre-quattro studenti che si mettono insieme e dicono: 'Questi di al Qaeda hanno ragione, andiamo anche noi a mettere le bombe'". Il cambiamento dell'organizzazione che fa capo a Osama bin Laden e' stato determinato anche -secondo Almeida- dal maggiore controllo degli Stati Uniti: "Adesso sanno perfettamente quali sono le persone che vanno in Afghanistan ad addestrarsi e quelle persone sono bruciate". Cio' rende quindi al Qaeda "piu' pericolosa" perche' "non ha piu' una gerarchia sistematica ed e' piu' fluida, incontrollabile", ha spiegato, portando ad esempio anche l'attentato contro una caserma a Milano lo scorso 12 ottobre. Secondo Almeida, per mettere fine alla guerra di al Qaeda contro l'Occidente, "dovete abbandonare l'Iraq e l'Afghanistan e dovete lasciar decidere alla popolazione" da chi vuole essere governata: "In Algeria hanno votato per noi" e cosi' anche "in Palestina con Hamas". In Afghanistan, ha avvertito Almeida, "non vincerete mai, perche' la popolazione sta dalla nostra parte, i talebani hanno appoggio popolare e Karzai e' solo un fantoccio che governa a nome degli Stati Uniti". .



