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Donna Strangolata a Bologna, Arrestato Amico Vittima

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(AGI) - Bologna, 1 nov. - Ha ammesso di averle stretto le mani intorno al collo in preda ad un improvviso raptus e ha confessato di aver ucciso Marina Gaido, la 41enne trovata morta strangolata ieri pomeriggio nell'abitazione in cui viveva nella periferia di Bologna. L'omicida, Roberto Cavalli, 44 anni, di professione promotore finanziario, era un amico di vecchia data della vittima. I due si conoscevano da 17 anni. L'uomo, dopo un lungo interrogatorio, e' stato sottoposto a fermo dalla polizia, nelle prime ore del mattino, ed e' detenuto nel carcere bolognese della Dozza. Determinante per la soluzione del grave fatto di sangue un'amica della vittima che era andata a trovarla a casa, probabilmente anche per una seduta estetica. La Gaido, infatti, lavorava come estetista a domicilio. La sua amica suonando al campanello e chiamando al cellulare non aveva ottenuto risposta. Preoccupata, ha avvisato la polizia. Gli agenti della squadra mobile salendo al primo piano e avvisati dalla testimone hanno notato un uomo scendere dalle scale. L'amica della vittima si e' ricordata di quella persona che forse conosceva di vista. Cosi' l'uomo - risultato poi essere l'omicida - e' stato bloccato e sottoposto ad interrogatorio. Dentro l'appartamento investigatori ed inquirenti hanno rinvenuto il corpo della Gaido, senza vita e privo di vestiti, disteso a terra nel bagno. Il Cavalli ha fornito una prima versione, poi risultata palesemente falsa, dicendo che dopo aver trascorso circa mezz'ora con la vittima era andato via per poi ritornare nell'abitazione per recuperare il cellulare che aveva dimenticato in cucina. Ma la testimone chiave della vicenda era rimasta sempre davanti al portone d'entrata e non l'aveva visto uscire dal palazzo. All'arrestato sono anche state trovate in tasca le chiavi di casa della donna uccisa. Un particolare che aveva omesso agli agenti in un primo momento. L'uomo - incensurato, nato a Milano e residente da anni a Bologna, dove vive nel centro citta' con la madre - incalzato dagli inquirenti ha poi ammesso le sue responsabilita'. Ancora incerto il movente. L'ipotesi di un delitto passionale sembra non avere avuto alcun riscontro. Il fatto che la donna sia stata trovata nuda a terra, secondo gli inquirenti, potrebbe essere un particolare costruito ad hoc dall'omicida per simulare un'aggressione a sfondo sessuale. Non si esclude che l'assassino possa aver agito spinto da motivazioni economiche. Polizia e magistrati stanno ricostruendo il suo percorso professionale. Al promoter (lavorava in proprio e non muoveva altissime cifre di denaro) diverse persone avevano affidato i loro risparmi per alcune decine di migliaia di euro. Anche la vittima gli aveva consegnato una piccola somma di denaro. Tuttavia, dai primi accertamenti, sembra che nessuno dei suoi clienti abbia lamentato comportamenti scorretti. (AGI) .

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