(AGI) - Roma, 3 nov. - C'erano anche personaggi dello spettacolo, registi e sceneggiatori, tra la clientela del giro di spaccio di cocaina smantellato nella capitale a termine dell'operazione denominata 'Cash and carry' condotta dagli agenti della squadra mobile di Roma. Al vertice dell'organizzazione, Domenico Nardo, gestore di fatto della societa' 'World protection' specializzata in organizzazione di grandi eventi, in particolare concerti e che forniva personale addetto alla vigilanza. Proprio grazie a questa attivita' legale, tra l'altro la societa' si era occupata anche della sicurezza in occasione di grandi concerti avvenuti a Roma tra i quali Madonna, The Cure, Renato Zero, Ligabue e Subsonica, Domenico Nardo era riuscito a conoscere diversi personaggi dello spettacolo a cui vendeva la cocaina. Alcuni di questi acquirenti nel corso delle indagini sono stati fermati e segnalati alla prefettura come consumatori di stupefacenti. Secondo quanto e' emerso dalle indagini, Domenico Nardo, originario della Sicilia, a Roma millantava parentele con esponenti di Cosa nostra in particolare con il boss Messina Denaro. I rapporti con la Sicilia erano comunque fitti e in un episodio e' stata consegnata la cocaina a un esponente della mafia in provincia di Trapani. Lo stupefacente arrivava nella capitale dal sud America attraverso valige con doppio fondo tramite alcuni corrieri che venivano gestiti da un peruviano finito in manette nel corso dell'inchiesta. Ma la droga veniva alcune volte acquistata da alcuni pregiudicati romani, in particolare del quartiere di Pietralata. Per acquistare la cocaina veniva utilizzato un metodo del tutto nuovo. I clienti fornivano al pusher una carta di credito prepagata che veniva ricaricata quando si era intenzionati ad acquistare le dosi di cocaina. Gli agenti della sezione criminalita' organizzata della squadra mobile di Roma, diretti da Vittorio Rizzi, hanno infatti sequestrato alcune carte prepagate che erano intestate agli stessi clienti ma che erano nelle disponibilita' di piccoli spacciatori. Gli investigatori hanno compiuto una ventina di perquisizioni a Roma ma anche in altre citta' del Lazio come Rieti e Frosinone. .



