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Ue: Ripresa In Arrivo Ma Pesa Il Debito

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(AGI) - Bruxelles, 3 nov. - La ripresa arrivera' in Italia nel 2010, ma sara' graduale e 'frenata' dalla crescita del debito pubblico. Secondo le previsioni d'autunno, pubblicate oggi dalla Commissione Europea, il prodotto interno lordo calera' del 4,7% quest'anno e salira' dello 0,7% il prossimo anno, in linea con la media europea, per arrivare a +1,4% nel 2011, contro un +1,5% dell'Eurozona e un +1,6% dell'Unione europea. "La risposta del governo alla crisi ha dovuto fare i conti con la necessita' di evitare un sostanziale deterioramento delle finanze pubbliche visto il livello molto alto del debito in un contesto di rischi globali in aumento", si legge nelle pagine di commento dedicate al nostro paese. Nonostante cio' dal 114,6 per cento del pil di quest'anno, il debito pubblico dovrebbe salire al 116,7 nel 2010 ed al 117,8 per cento nel 2011. Il rapporto deficit/pil dell'Italia nel 2010 restera' invece fermo al 5,3%, lo stesso livello di quest'anno, mentre nel 2011 si collochera' al 5,1%. Secondo le previsioni della Commissione il rapporto deficit/pil del nostro paese e' inferiore a quello della media europea. Nell'area euro quest'anno il deficit si attestera' al 6,4% del pil, passera' al 6,9% nel 2010 e scendera' al 6,5% nel 2011. Lievemente superiore il deficit dell'Unione Europea che, dal 6,9% del 2009 passera' al 7,5% del 2010 per scendere al 6,9% nel 2011. Sulla ripresa pesa anche l'incognita disoccupazione. In Italia sale in misura inferiore rispetto alla media europea: passa infatti da un tasso del 7,8% nel 2009 ad un tasso dell'8,7% nel 2010 e nel 2011. Un incremento al di sotto di un punto percentuale. Nell'area euro la disoccupazione passa dal 9,5% del 2009 al 10,7% del 2010 e al 10,9% del 2011, mentre nell'Ue passa dal 9,1% del 2009 al 10,3 del 2010 e al 10,2% del 2011. "Il livello del debito italiano e' preoccupante anche con tassi di interesse cosi' bassi come quelli attuali". Il commissario europeo all'economia, Joaquin Almunia, mette in guardia l'Italia sul livello del debito e avverte che un deficit al "5% del pil rappresenta una cifra straordinariamente alta, non giusta nemmeno socialmente, perche' potrebbe essere spesa in altri settori come innanzitutto l'istruzione". Rispondendo a precisa una domanda, il commissario Ue si e' rifiutato di pronunciarsi sulle ipotesi di un taglio delle tasse in Italia, rinviando ogni valutazione al prossimo Ecofin. Ha tuttavia enunciato alcune considerazioni di carattere generale con "elementi positivi, a cominciare dall'impatto dell'invecchiamento della popolazione che e' inferiore rispetto a tanti altri paesi Ue ma anche elementi problematici, come la scarsissima crescita anche prima della crisi e il rischio legato ad un eventuale aumento dei tassi d'interesse". .

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