(AGI) - Roma, 4 nov. - "Le reazioni - oltre gli schieramenti, con l'eccezione di radicali e veterocomunisti - alla sentenza sul Crocifisso attestano che in Italia non si e' perso di vista il senso comune. Protestare pero' non basta; e' necessario fare qualche passo in avanti, sia sul piano politico sia sul piano strutturale". Lo afferma Alfredo Mantovano, sottosegretario all'interno. "Quanto al primo: uno degli illustri componenti della Corte europea sui diritti dell'uomo e' il dottor Vladimiro Zagrebelski, gia' procuratore della Repubblica di Torino, per due volte componente del CSM, che lascio' la seconda volta (qualche mese prima della scadenza) per fare il capo dell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia nei governi della sinistra 1998-2001; quindi venne designato giudice a Strasburgo. Oggi la sinistra non puo' far finta di nulla: dopo aver privilegiato un'area culturale, imponendola alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea, non puo' limitarsi a dire, come fa Bersani: quella sentenza e' contro il buonsenso; quella sentenza e' l'esito coerente di una faziosa interpretazione della legge che la sinistra ha esaltato, in se' e nei personaggi che l'hanno propugnata. Non piacciono le conseguenze? E' l'occasione per discutere delle cause che le hanno provocate, per esempio non chiudendo la porta a ipotesi serie di riforma della giustizia in Italia. Il secondo piano di interesse e' strutturale: se in Europa esiste la Corte di Giustizia, mantenere in piedi la Corte europea dei diritti non costituisce, soprattutto dopo Lisbona, un doppione inutile? Dopo la sentenza di ieri verrebbe da dire: inutile e dannosa". .



