(AGI) - Roma, 4 nov - "Quando ho parlato di 'alleanze di nuovo conio', era la stagione difficile del governo Prodi: non potevamo rinnovarci, senza che cadesse il governo, ma dovevamo far capire l'impossibilita' di alleanze per il governo nazionale con le forze della sinistra massimalista. In fondo, se il PD si ricongiungera' con parte di queste forze, e noi saremo in grado di creare un'aggregazione democratica, liberale, popolare, riformatrice, potremo avere un'alleanza di nuovo conio. Ma, attenzione, ci vuole piu' ambizione: i guai del PdL, dove molti moderati non ne possono piu', libereranno nuove energie". Parla, intervistato sul Gazzettino di oggi, Francesco Rutelli. Cacciari ha detto: 'L'intesa con il centro e' inevitabile e' sta frittata qui, un centrosinistra da prima Repubblica che e' il vecchio disegno di D'Alema che non mi interessa'. Condivide? "L'offerta della politica va riorganizzata su basi tutte nuove. Fuori dagli schemi topografici del vecchio centro e tantomeno della sinistra. Cacciari e' un bravo sindaco, un grande filosofo, un grandissimo amico. Non e' un tessitore, visto il suo carattere. Le sue idee, pero', sono sempre brillanti. E guai a chi me lo tocca". Nel Pd comanda ancora D'Alema che insiste con lo stampo socialdemocratico del partito che poi si allea con un centro che pero' resterebbe in posizione subalterna? "Si'. D'Alema ha affermato la sua linea. Io mi ero affidato a Veltroni per far nascere un partito nuovo; ma, purtroppo, non ce l'ha fatta. Per questo non mi interessa un PD che continua la biografia del PDS. Ne' un'alleanza subalterna. Non era subalterna la mia Margherita, figuriamoci se lo sara' la nuova creatura che prepariamo con Dellai, Tabacci, Lanzillotta". Si e' fatto tanto per cercare di arrivare al bipolarismo, e ora rimescolate le carte? "La democrazia dell'alternanza non si tocca. Queste attuali coalizioni, sempre piu' spostate a destra e a sinistra, schiave di formazioni populiste o giustizialiste, vanno invece toccate, eccome". Come nel 2004 (Rutelli e' nu bello guaglione) Prodi ha avuto un giudizio severo sulla sua 'svolta' centrista: 'Anche con la scissione di Rutelli non cambia nulla'. "Spesso - replica Rutelli - subisco polemiche ingenerose. Certo: da quando Prodi ha annunciato l'abbandono della politica non passa giorno senza che faccia un'intervista politica, ma io preferisco evitare le polemiche. Con lei alleato, Casini ipotizza il raddoppio dei consensi: 14%Â con quattro-cinque milioni di voti. Dato che l'Udc ha quasi l'8, lei dovrebbe garantire il restante 6% Dove pensa di trovarli? "Non ho fretta - dice Rutelli - Oggi voglio misurarmi con chi condivide la nostra strategia. Ecco: punto su idee comuni e una buona organizzazione. I consensi verranno, al momento giusto, e saranno abbondanti".(AGI) Lam



