(AGI) - Roma, 8 nov. - Dobbiamo tutti attenerci scrupolosamente alle linee-guida ed ai protocolli che la Autorita' sanitarie del Paese hanno definito mutuandole dall'Oms: per cui non condivido minimamente coloro che si mettono fuori dalle linee guida che di fatto e' porsi fuori dalla scienza e dalla medicina. Ed eviterei di diramare ogni giorno bollettini di guerra che hanno un brutto impatto sulle persone. Cosi' l'infettivologo e responsabile del 'day-hospital' di Malattie Infettive del Policlinico Umberto I°, Francesco Le Foche interviene sulla diffusione del virus H1N1 e sulle polemiche attorno alla somministrazione del vaccino. "Non si deve mai dimenticare che i vaccini hanno avuto ed hanno un ruolo importante e decisivo nella lotta a malattie infettive che hanno fatto milioni di morti: penso alla poliomielite, al vaiolo o dalla difterite. Vaccinarsi contro l'H1N1 e' indispensabile e per le categorie a rischio e per chi vive ed accudisce bambini piccolissimi da sei mesi in giu' che non possono esser vaccinati - precisa Le Foche - La bimba di Napoli di quattro mesi e' stata contagiata da chi le stava vicino". Quindi un 'no' all'obiezione praticata da altri colleghi ma pure un 'no' a stilare bollettini di guerra quotidiani. "Non dico che non bisogna informare ma che bisogna farlo in modo da non scatenare panico inutile - precisa ancora Le Foche - e dannoso: il virus H1N1 dal punto di vista clinico non ci spaventa affatto ben sapendo che come per quella stagionale ci troviamo davanti ad una pandemia che avra' il suo picco a meta' dicembre, per poi gradualmente attenuarsi e caso mai riprendere il prossimo anno. Ma sono previsioni che possono cambiare". Il Policlinico si e' attrezzato adeguatamente tra il Dipartimento Malattie Infettive e il Dea di Pediatria. "Si e' messo in piedi un servizio vaccinale e un centro d'eccellenza -chiosa Le Foche - dove i pazienti sono inseriti in un percorso alternativo per non incontrare altri pazienti. Si sono messe in atto tutte le misure necessarie". Insomma, non c'e' da allarmare e allarmarsi? "Assolutamente, allarmarsi e' la cosa peggiore che si passa fare - conclude Le Foche - Ogni anno chi fa e opera in clinica medica vede e gestisce situazioni come quella attuale in cui si verificano eventi drammatici ma sempre perche' ci sono e preesistono patologie croniche". --



